Patreon: nuove idee di finanza alternativa
Sostenere i cosiddetti “creators”, cioè le persone che producono contenuti originali derivanti da realizzazioni proprie. Questo è l’obiettivo di Patreon.com, una piattaforma di crowdfounding nata nel 2013 a San Francisco dall'iniziativa del musicista Jack Conte e dallo sviluppatore Sam Yamnel.

L'idea che sta alla base di Patreon è quella di creare una sostenibilità finanziaria per l'artista che si rifaccia al modello del mecenatismo rinascimentale, rivisto in chiave digitale.
Ma chi sono i "creators"?
Artisti, provenienti dagli ambiti più vari che vogliono condividere i loro contenuti con la community di internet: illustratori, musicisti o band, scrittori, fotografi, ma anche degli startupper con idee innovative, che mostrano le loro opere e spiegano agli utenti quali sono i loro progetti, presenti e futuri. Gli utenti che ne apprezzano i contenuti possono iscriversi alla loro pagina, seguire e supportare le diverse iniziative tramite degli abbonamenti mensili, diventando così un "patreon", ovvero un mecenate, di quel creator.
Un sostegno finanziario in tempo di crisi
Una particolarità è che ogni livello dà diritto a una ricompensa che quasi sempre non è un oggetto fisico e tangibile, ma digitale. Ad esempio, sottoscrivendo un abbonamento potreste ottenere in cambio la partecipazione ad una chat di confronto privata, l'accesso a podcast, immagini o video esclusivi, una videochiamata con lo stesso creator.

Si è superato il concetto di finanziamento tramite l'erogazione di prodotti fisici (ad esempio il merchandising brandizzato come le classiche magliette o tazze con i loghi) e si è arrivati a mettere al centro il concetto di "valore" dell'arte: relazioni, network e conversazioni sono la nuova moneta di scambio.
Ma chi c'è dietro ai progetti finanziati?
Graphtreon, il sito di statistiche dello sviluppatore Tom . . .

Registrati gratis per continuare a leggere questo articolo...

Registrati gratis ora!

L’informazione può essere pericolosa

Per questo al giornalismo della paura, preferiamo quello delle soluzioni.