Patreon: nuove idee di finanza alternativa

Sostenere i cosiddetti “creators”, cioè le persone che producono contenuti originali derivanti da realizzazioni proprie. Questo è l’obiettivo di Patreon.com, una piattaforma di crowdfounding nata nel 2013 a San Francisco dall’iniziativa del musicista Jack Conte e dallo sviluppatore Sam Yamnel.

L’idea che sta alla base di Patreon è quella di creare una sostenibilità finanziaria per l’artista che si rifaccia al modello del mecenatismo rinascimentale, rivisto in chiave digitale.

Ma chi sono i “creators”?

Artisti, provenienti dagli ambiti più vari che vogliono condividere i loro contenuti con la community di internet: illustratori, musicisti o band, scrittori, fotografi, ma anche degli startupper con idee innovative, che mostrano le loro opere e spiegano agli utenti quali sono i loro progetti, presenti e futuri. Gli utenti che ne apprezzano i contenuti possono iscriversi alla loro pagina, seguire e supportare le diverse iniziative tramite degli abbonamenti mensili, diventando così un “patreon”, ovvero un mecenate, di quel creator.

Un sostegno finanziario in tempo di crisi

Una particolarità è che ogni livello dà diritto a una ricompensa che quasi sempre non è un oggetto fisico e tangibile, ma digitale. Ad esempio, sottoscrivendo un abbonamento potreste ottenere in cambio la partecipazione ad una chat di confronto privata, l’accesso a podcast, immagini o video esclusivi, una videochiamata con lo stesso creator.

Si è superato il concetto di finanziamento tramite l’erogazione di prodotti fisici (ad esempio il merchandising brandizzato come le classiche magliette o tazze con i loghi) e si è arrivati a mettere al centro il concetto di “valore” dell’arte: relazioni, network e conversazioni sono la nuova moneta di scambio.

Ma chi c’è dietro ai progetti finanziati?

Graphtreon, il sito di statistiche dello sviluppatore Tom Boruta che studia i dati di Patreon fa una classifica dei Top Patreon Creators.

Al primo posto troviamo l’iniziativa di Patrick Hinds e Gillian Pensavalle, una coppia di podcaster di Broadway con la passione per il genere poliziesco. Nel 2017 i due ragazzi concepiscono un’idea nuova: e se alla passione per il crimine si affiancasse una narrazione con tempi comici, sfacciati e irriverenti? Nasce così il loro Podcast: “True Crime Obsessed”. Il prodotto piace agli ascoltatori e inizia a crescere tramite il passaparola e la viralità dei contenuti sui social. Il 2018 è l’anno in cui Patrick e Gillian affidano il loro progetto alla piattaforma Patreon.

Quanto può fruttare il crowdfounding a un’artista?

Quanto, in termini pratici e quantificabili, entra nelle tasche del creator? Rimanendo sempre in compagnia del progetto True Crime Obsessed andiamo ad analizzare qualche numero. Su Patreon la pagina di Patrick e Gillian vanta oggi ben 46.893 mecenati. I livelli di abbonamento sottoscrivibili partono da 4,50 euro al mese.
Volendo fare un conto molto semplice, se moltiplichiamo il numero dei sostenitori per il costo del primo livello di abbonamento otteniamo un totale di circa 211.000 euro al mese!

Il mecenatismo digital sembra quindi esistere: le buone idee, ai tempi dei social, possono avventurarsi in nuove strade che portano finanziariamente sostenibili.

Chiara Bastianelli

Chiara Bastianelli

Laurea in Economia e Direzione Aziendale. Business controller nel settore farmaceutico. Appassionata di economia, data analysis e letteratura.

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