Il 2024 si chiude con 76 Paesi del mondo in cui si sono svolte le elezioni. Sono state chiamate al voto due miliardi di persone, circa un quarto della popolazione mondiale. Hanno votato, solo in Europa, 400 milioni di elettori, mentre gli Stati Uniti chiameranno al voto circa 160 milioni di americani. Basterebbero questi semplici dati numerici per capire la portata di quello che è stato definito “l’anno più elettorale di sempre”. Ecco alcune delle elezioni più significative.
2024, oltre 76 elezioni nel mondo: il Parlamento europeo e l’Italia
Il 2024 è stato uno degli anni più importanti dal punto di vista elettorale. Senza andare troppo lontani, geograficamente parlando, basti pensare alla formazione del nuovo Parlamento europeo. I 27 Stati membri dell’Unione Europea hanno dato vita a quella che viene considerata come la più grande elezione democratica al mondo. Fra le elezione del 2024, quella europea è stata tra le più discusse del globo.
L’Italia, rappresentata al Parlamento europeo da 76 deputati eletti con un sistema di tipo proporzionale, è anche stata protagonista delle amministrative in cinque regioni. Abruzzo, Basilicata, Piemonte, Sardegna e Umbria sono solo alcune delle protagoniste di un anno “democratico”.
In più di 3.700 comuni italiani si è inoltre votato per eleggere il sindaco e il consiglio comunale. Di questi, 27 sono capoluoghi di provincia, mentre 6 anche capoluogo di regione: Bari, Cagliari, Campobasso, Firenze, Perugia e Potenza.
Elezioni americane: la sfida del 2024 fra Harris e Trump
Il voto americano del 5 novembre è stato senza dubbio il punto focale dell’anno elettorale. Ben sapendo che 160 milioni di americani sono registrati per votare, l’elezione ha assunto caratteri ancor più rilevanti. Il 47° presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, al suo secondo mandato, potrebbe cambiare l’atteggiamento geo-politico nei confronti di conflitti delicati come quello russo-ucraino e medio-orientale. Non solo, da monitorare anche il rapporto con l’Unione Europa e l’equilibrio sottile che lega l’amministrazione americana con tematiche di carattere globale quali l’impatto ambientale, la sostenibilità ecologica e le nuove tecnologie.
India: la più grande elezione del mondo
Continuando a parlare delle elezioni del 2024, non possiamo non citare quelle indiane. Dal 19 aprile al 1° giugno, infatti, l’India è stata chiamata a rinnovare il proprio parlamento. Ciò che colpisce in modo particolare, però, è il sistema con il quale avviene tutto ciò. Da sempre, l’India offre diverse settimane di voto ai cittadini in modo da rendere il voto accessibile ad ogni singolo abitante, anche nelle zone più impervie. Come raccontato dal nostro Edoardo Monti questo articolo, le elezioni hanno coinvolto quasi un miliardo di persone, segnando un record. Inoltre, fra i partecipanti a questa tornata elettorale, ben 18 milioni sono andati a votare per la prima volta.
Il voto in Taiwan e gli equilibri del mondo
Nell’anno più elettorale di sempre, lo spirito democratico ha vinto. La ventata positiva dettata da una libera scelta della propria classe politica o amministrativa ha fatto da padrona in un’annata storica. Le elezioni del 2024, del resto, hanno preso avvio in Taiwan, primo protagonista ad affidarsi alle urne a gennaio. Lo scorso 13 gennaio, infatti, Lai Ching-te è diventato il nuovo nuovo presidente dello stato asiatico.
Dopo di lui, dal Portogallo (voto effettuato il 10 marzo) al Belgio (alle urne il 9 giugno), la centralità del voto democratico ha continuato a certificare un 2024 da record.
Di notevole importanza, infine, anche le elezioni messicane dello scorso 2 giugno. Per la prima volta nella storia del Messico, le due principali candidate alla presidenza erano donne. Claudia Sheinbaum Pardo e Xóchitl Gàlvez hanno contribuito ad arricchire la corsa alla guida del paese, impegnato a coprire più di 20.000 posizioni pubbliche in tutto lo Stato mediante il voto.