Un concerto al buio: il "Blind Date" secondo Cesare Picco

di 18 Settembre 2013Eventi

Dopo l’esordio del 2009 e una tournée che l’ha portato fino in Giappone, giovedì 10 ottobre alle ore 21.00  torna a Milano, al Teatro Dal Verme, il “Blind Date-Concerto al Buio”: acclamata e insolita performance musicale di Cesare Picco con cui CBM Italia Onlus ha scelto di celebrare la XIV Giornata Mondiale della Vista.

“Io chiudo gli occhi per vedere”, diceva Paul Gauguin; ebbene, Cesare Picco, gli occhi li chiude per suonare e il buio ha scelto di condividerlo in toto anche con il suo pubblico. Come? Immaginate una sala da concerto delle più comuni, dove il pubblico – assorto in una penombra ovattata – assiste alla performance pianistica di un brillante improvvisatore: sul palco, nel consueto cono di luce che isola e protegge  i solisti come una bolla luminosa, Cesare Picco suona e danza con il pianoforte, inquieto e indisciplinato come Keith Jarret o come uno studente svogliato che fermo sulla sedia, non riesce proprio a starci.

Poi qualcosa inizia a cambiare impercettibilmente, le luci  cominciano a declinare e nella sala cala un crepuscolo artificiale di dieci minuti che sfuma gradualmente nel buio più completo: un’oscurità intransigente e senza scampo, manca perfino il solito appiglio delle luci di emergenza. Sul palco, disperso chissà dove nell’oscurità, Cesare Picco continua a suonare, con quel suo stile tanto indefinibile quanto inconfondibile e regala al pubblico mezz’ora di musica pura: una notte senza stelle in cui le note sembrano farsi passo a passo più vivide e materiche. Il buio è per me come un liquido amniotico in cui tornare e in cui riuscire a dare nuova luce alle immagini che nascono via via sotto le mie ditasostiene Cesare Picco, sottolineando inoltre l’impatto emotivo che ha sul pubblico l’oscurità faticosamente riprodotta in teatro: il buio vero delle grotte e delle profondità marine, non la pura e semplice assenza di luce. Poi, poco a poco, graduale come all’inizio, la luce torna a riempire la sala, restituisce al pubblico la penombra della platea e al solista la luce dei riflettori: si torna alla normalità e l’inedito “voyage au bout de la nuit” giunge al capolinea.

Un’esperienza forte che nasce da una riflessione intelligente: senza dubbio, CBM Italia Onlus – organizzazione non governativa che si propone di sconfiggere le forme evitabili di cecità e di disabilità nei paesi in via di sviluppo – ha scelto il modo meno scontato per celebrare la XIV Giornata Mondiale della Vista. Il “Concerto al buio” di Cesare Picco, si può infatti leggere anche come una domanda aperta e attualissima in una società endemicamente voyeurista e sempre più legata all’immagine; il “Blind Date”sembra infatti implicitamente disegnare un punto interrogativo su cosa significhi realmente “vedere” e su come la cecità in fondo non escluda, ma semplicemente traduca in modo differente questa prerogativa. Lo sapevano bene i Greci, d’altra parte, come dimostra la leggenda secondo cui l’indovino Tiresia diventò veggente solo quando venne reso cieco dagli Dei.

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