Le storie di successo raccontate (con umiltà) dai protagonisti

By 5 Ottobre 2015 Ottobre 9th, 2015 Eventi

Un popolare promotore di progetti di recupero per tossicodipendenti e un coach capace di sfornare leader (aziendali, sportivi, e non solo) in men che non si dica. Loro sono Don Mazzi e Roberto Re. Due mondi diversi, paralleli e non comunicanti, verrebbe da dire. E invece no: i due mondi sono intersecati da ormai 5 anni grazie all’Italian Leadership Event, un appuntamento annuale ricco di momenti formativi, dedicato al tema della leadership, e il cui ricavato viene da sempre interamente devoluto alla Fondazione Exodus.

Quest’anno si sono alternati sul palco ospiti illustri, personaggi noti e anche meno noti, ma che hanno in comune storie di successo straordinarie su come sono diventati leader nel loro settore. Ha aperto il carosello un incredibile e davvero inaspettato Fabio Caressa, telecronista e direttore di SKY Sport, una delle voci più note del mondo del calcio e che con le sue telecronache ha cambiato il modo di raccontare lo sport, ma anche un leader dotato di qualità straordinarie che i telespettatori non possono conoscere. Le conoscono invece bene i membri del suo team composta da centinaia di persone, giornalisti e non. Fabio ha raccontato come gran parte del suo successo sia dovuto alla sua preparazione, svelando che per ciascuna partita dedica tra le 40 e le 50 ore di studio leggendo tutto ciò che è stato scritto negli ultimi 25 anni sulle squadre, i calciatori e gli altri protagonisti dell’incontro. “Solo così sei in grado di dare in tempo reale le informazioni che il tifoso si aspetta” – afferma. E sui valori dello sport Fabio si è espresso così: “Anche la sconfitta è un valore, ma solo se fai di tutto per evitarla e migliorarti”.

Una lezione, in particolare per i giovani, arricchita dall’intervento successivo, quello di John Kirwan, il campione di rubgy dei mitici All Blacks ed ex coach della nazionale italiana di rugby, che ha raccontato alcuni divertenti aneddoti della sua esperienza come giocatore della nazionale neozelandese. Il bellissimo rapporto tra lui e suo padre e delle domande che lo hanno aiutato a crescere e a diventare il campione che è stato: “Papà cos’è la mediocrità? ” – “E’ trovarsi la mattina in coda in macchina: o vai al lavoro prima o devi avere il coraggio di andarci dopo”. Racconta poi i suoi giorni in preda alla depressione, durata 5 anni, e di come è riuscito a uscirne grazie ad aver riconosciuto la sua situazione come una malattia e non semplicemente come una debolezza della sua personalità, come racconta nel suo libro “Gli All Blacks non piangono“.

E’ stata poi la volta di Claudio Cecchetto, uno degli ospiti più attesi, uno dei più famosi talent scout italiani, scopritore, tra gli altri, di Jovanotti, Fabio Volo, Fiorello, Gerry Scotti: Tutti i talenti che ho scoperto erano stati scartati da qualcun altro!” racconta Claudio, rivelando come è riuscito a riconoscere i veri talenti: “Hanno come un’aura di luce intorno”. Di aneddoti, alcuni davvero incredibili, ne ha raccontati molti, “ma non tutti!” – tranquillizza: molti altri sono raccolti nel suo libro “In Diretta: Il talento è un dono, il successo un mestiere“.

Tornando in tema di imprese sportive, Bebe Vio, l’atleta paralimpica neo-campionessa del mondo di fioretto, ha commosso la platea raccontando come è riuscita a realizzare il suo sogno nonostante l’amputazione degli avambracci e delle gambe: “Mi ritengo fortunata: senza questa malattia non avrei potuto avere questa vita. Nella sfiga, sono stata fortunata”. E ancora: “Li chiamate ‘sogni’ perché credete di non poterli ottenere. Chiamateli ‘obiettivi’ e diventeranno raggiungibili” Sono questi i pensieri di una ragazza di 17 anni, che a 11 è stata colpita da una meningite fulminante: un evento tragico che non le ha comunque impedito di raggiungere risultati straordinari. Anche Beatrice, questo il suo vero nome, ha racchiuso la sua incredibile storia nel libro “Mi hanno regalato un sogno“.

E’ poi salito sul palco, Stefano Scabbio, general manager di Manpower, sponsor dell’evento, spiegando che esiste un talento in ciascuno di noi che ciascuno di noi ha il dovere di scoprire”. Insieme a lui il giovane imprenditore Andrea Taglini, fondatore di EasySnap e inventore insieme al suo socio Christian di un packaging innovativo interamente made in Italy, affermando che la loro idea è figlia della loro terra, “ricca di persone con conoscenze e abilità che non trovi in Silicon Valley” individuandone i motivi nelle eccellenze dei distretti e delle filiere economico-produttive tipiche della loro regione, l’Emilia-Romagna. Il giovane startupper ha ricevuto dall’a.d. di Manpower lo Human Age Award, riconoscimento per essere riuscito ad esportare il suo prodotto in oltre 30 paesi nel mondo e ad aver raddoppiato il fatturato anno dopo anno, alla faccia della crisi.

In chiusura un fantastico Raffaele Tovazziuno dei maggiori trainer internazionali di Programmazione Neuro Linguistica e fondatore insieme a Roberto Re e a Robert Dilts della “Scuola di PNL” che ha lasciato il pubblico con una riflessione sul motivo per cui la società e il sistema educativo di oggi faticano a far emergere i nuovi leader di oggi e di domani: “Se le storie che ti raccontano i nuovi poeti racchiusi nella tv sono mediocri, in quelle storie trovi le scuse per rimanere al tuo livello”…

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