Il duvet day è il giorno che le aziende, in Inghilterra, concedono ai dipendenti come riposo dallo stress quotidiano. In una società occidentale, permeata dai ritmi frenetici, la nazione d’oltremanica non è l’unica a concedere giorni di astensione dal lavoro o a adottare nella filosofia di vita pratiche di analogo impatto: si pensi, ad esempio, all’hygge danese o al niksen olandese.

Duvet Day: a casa, avvolti nel piumone, per produrre di più

Duvet day significa, letteralmente, “giorno del piumone”. Questa pratica nasce in Inghilterra, a metà degli anni Novanta, coniata dall’azienda August One Communications ed è visto come un giorno di astensione dal lavoro per il 61% degli inglesi. Al duvet day i dipendenti hanno diritto una tantum, senza fornire giustificazioni particolari. Si tratta di un giorno di riposo da trascorrere a casa, magari avvolti dal piumone. Il 36% dei lavoratori inglesi ritiene che i duvet day aiutino a combattere stress e ansia; addirittura, il 65% di chi cerca lavoro in UK accetterebbe molto più volentieri un incarico in una società che offre duvet day.

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I dipendenti delle aziende, specialmente nel privato, risentono di ritmi frenetici. Le aziende, in epoca post-pandemica, hanno modificato la gestione dei rapporti di lavoro. Alcune di esse si sono trovate di fronte ad un bivio: licenziare dipendenti, per tagliare i costi del personale e recuperare le perdite subìte, oppure aumentare i carichi produttivi.

In principio era lo stress: Axa Mind Health Report

Perché sarebbe necessario il duvet day? La qualità della salute mentale dei lavoratori è peggiorata, soprattutto dopo l’ondata di pandemia da covid-19. L’indagine cronologicamente più recente, che possa certificare questo infausto traguardo, è l’Axa Mind Health Report del 2023. Axa, compagnia assicurativa, ha commissionato la redazione dell’indagine a IPSOS. Sono state coinvolte 30.600 persone, in 16 Paesi (tra i più sviluppati dal punto di vista tecnologico e industriale) di età compresa tra i 18 e i 74 anni.

É emerso che la popolazione italiana è la più compromessa, a livello di salute mentale: solo il 18% del campione di intervistati si ritiene “sano”. Il 56% degli intervistati accusa disturbi da stress. Il 48% avverte un profondo senso di solitudine (dato peggiore in Europa). Infine, solo il 15% del campione si sente realmente produttivo.

Fenomenologia del duvet day e varianti nord-europee, hygge e niksen

A conti fatti, il bene più prezioso è il riposo, fisico e mentale. Il successo del duvet day è la prova del fatto che la psiche richiede altrettanta cura e manutenzione, quanta ne richieda il corpo. Occorre proteggersi da ciò che turba la nostra serenità con la stessa cura e la stessa attenzione richiesti dalla profilassi anti-influenzale, come propone l’autore e esperto di mindfulness Rohan Gunatillake.

L’esigenza di concedersi un periodo di riposo, seppur di breve durata, si concretizza tanto nei duvet day quanto in alcune visioni della vita nord-europee, l’hygge danese e il niksen olandese. Hygge è una sorta di duvet day su larga scala: è un sentimento di profonda soddisfazione e felicità, da ricercarsi quotidianamente nelle piccole cose che regalano attimi piacevoli.

Niksen, invece, è l’arte di non porsi alcun obiettivo, per non incorrere in picchi di stress. Nasce in Olanda nel 2018 ­­e risponde ai più radicali principi calvinisti, che giustificano la ragion d’essere nel cercare profitti e nel raggiungere i risultati in maniera efficace. E se, davvero, la risposta ai dubbi esistenziali di oggi fosse semplicemente fare un burrito di sé stessi con un piumone?

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Donatella Bruni

Mi occupo di economia, lavoro e società, con uno sguardo alle dinamiche del lavoro, ai consumi e ai cambiamenti del mondo che ci circonda (fisico e digitale). Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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