Privacy: verso un codice dei diritti online

L’uso di internet investe ormai diversi aspetti della vita quotidiana, ma la rete, oltre a fornire vantaggi e opportunità, presenta numerosi rischi sopratutto in materia di privacy. I social forum per esempio, rappresentano un area vulnerabile all’esposizione di dati personali. Il Parlamento Europeo, sulla base del rapporto Lambrinidis, approvato ad unanimità dalla Commissione LIBE, ha preso in seria considerazione questa minaccia e discute in seduta plenaria di marzo sulla realizzazione di un codice dei diritti online.
Un punto cruciale riguarda il consenso al trattamento dei dati, formula che molti utenti non leggono, non capiscono, o acconsentono per offerte allettanti.
Le grandi compagnie telematiche e i governi hanno molte possibilità di conoscenza nei confronti dei singoli utenti, quindi l’obiettivo del Parlamento Europeo è quello di ridurre questo sbilanciamento di potere a discapito dei cittadini, attraverso un codice dei diritti online che abbia la stessa efficacia degli altri codici vigenti.

Lo stesso relatore del Rapporto Stavros Lambrinidis dichiara in un comunicato stampa: “Chiunque, le forze dell’ordine, le compagnie private e perfino i criminali, vorrebbero avere accesso ai nostri dati personali per scopi legali e non”.

In Italia invece, si segnalano due recenti provvedimenti del Garante Privacy che vietano l’utilizzo di telecamere negli spogliatoi e le impronte digitali per le presenze dei lavoratori,

Misure utili a migliorare il delicato equilibrio tra sicurezza, libertà e privacy.

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