Bing: nuovo motore di ricerca della Microsoft

By 29 Maggio 2009 Innovazione

Si chiama “Bing” il nuovo motore di ricerca targato Microsoft. Il gigante americano di software ha deciso dunque di sostituire “Live search”, il precedente motore di ricerca della casata, sperando di ridurre il ritardo accumulato nei confronti di Google, leader mondiale del settore. Infatti, “Live Search”, che possedeva appena l’8,2% del mercato statunitense, era molto indietro rispetto a Google (64,2%) e Yahoo (20,4%). “Disponibile a partire da lunedì negli Stati Uniti, il servizio (che durante la messa a punto aveva il nome di Kumo) sarà proposto solo in versione provvisoria negli altri Paesi”, ha spiegato Olivier Marcheteau, responsabile del gruppo in Francia. “La versione finale sarà messa in linea tra qualche settimana in Gran Bretagna e Canada e tra qualche mese altrove”, ha continuato.

In un memo interno inviato ai dipendenti di Redmond da Satya Nadella, search executive di Microsoft, e pubblicato dal blog “All Things Digital” del Wall Street Journal, si legge il lancio del nuovo programma, destinato primariamente ad essere testato all’interno della rete aziendale. Secondo Nadella, il 40% delle richieste fatte ai motori di ricerca rimane senza risposta. “Bing” dovrebbe garantire risultati migliori, colmare le lacune dei motori di ricerca utilizzati e rendere ancora più immediata l’esperienza degli utenti. Nardella parla di una schermata d’anteprima del nuovo motore di ricerca nella quale si vede la tradizionale area centrale dove compaiono i risultati delle ricerche, affiancata, sulla sinistra, da un pannello che presenta alcuni strumenti utili per completare la ricerca e affinarla. A ciò si aggiungono altre funzionalità, come la cronologia delle singole sessioni e le anteprime a comparsa.

La principale innovazione di “Bing”, secondo il gruppo, sarà la classificazione delle informazioni per sotto-rubriche piuttosto che sotto forma di una lista indefinita di link a siti web, lavorando su intere frasi, mentre finora la concorrenza ha sempre effettuato elaborazioni sulla base di semplici parole chiave. Il colosso americano del software ne parla come di un “motore delle decisioni”. Questo spiega lo slogan che compare attualmente all’indirizzo Bing.com, “Bing & decide”. Una sorta di dichiarazione d’intenti per il nuovo protagonista del mercato delle ricerche sul web. La necessità del cosiddetto web semantico nasce dal problema reale che le ricerche online restituiscono corrispondenze di parole chiave, non risultati sensati. Costruire uno strumento di ricerca in grado di generare connessioni logiche e suggerire risposte sensate è l’approccio scelto da Microsoft, creando un prodotto orientato ad uno specifico settore di temi.

Intanto, in rete, cominciano a trapelare le prime impressioni di guida di chi ha già avuto modo di testare il motore. La prima cosa che viene sottolineata è la modalità di visualizzazione dei risultati: “Bing” presenta un pop up che contiene parte del testo contenuto nella pagina selezionata, che dovrebbe evitare all’utente di proseguire su un risultato per verificarne l’effettiva congruenza con l’obiettivo della sua ricerca. Un confronto con Google, inevitabile in questo caso, vede ancora il motore di Page e Brin vincitore, anche se di “Bing” si apprezza il fatto che riesca a riunire, nei link ai prodotti, sia i pareri degli esperti, sia quelli degli utenti, consentendo chiavi di lettura più complete. Molto aggressivo infine nell’aggiornamento della sezione news, pochi click per le informazioni più aggiornate.

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