Cucinare con i fiori? Una tradizione antica che oggi viene riscoperta poco alla volta. E c’è chi ha saputo trasformarla in arte, come Joel Quintin: chef estroso di origine francese che studia i fiori e poi li mette in pentola, imbandendo piatti coloratissimi e fuori dal comune.

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Chi conosce la Svizzera, amerà sicuramente il Canton de Vaud: una regione montana non lontana da Losanna e Ginevra, che negli ultimi anni sta intensificando lo sviluppo di un turismo intelligente, rispettoso delle tante e bellissime tradizioni del luogo. A tremila metri, sul Gran Ghiacciaio Les Diablerets – per esempio – qualcuno vi racconterà la leggenda dei folletti che giocano a bocce provocando frane e slavine e giù, in paese, c’è chi vi farà sicuramente assaggiare l’ amaro del diavolo: un liquore verde a base di erbe che vi aiuterà a “buttar giù” i corposi piatti della tradizione svizzera.

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Ma il Canton de Vaud ha anche un lato meno cupo e demoniaco: chi percorre le sue valli a fine agosto o nelle prime settimane di settembre, avrà l’impressione di camminare in mezzo a una tavolozza di colori. I fiori crescono rigogliosi ovunque e sono tanti, variopinti, bellissimi. E anche molto buoni. Parola di Joel Quintin, un cuoco che ha saputo dedicare ai fiori tutte le sue energie di studioso e di artista. Nato in Normandia – e sposato con una portoghese – Joel è arrivato a Villars sur Ollon molti anni fa, eleggendo la Svizzera a sua patria adottiva e adottando il ristorante “Peppino” come fucina creativa e laboratorio di sapori. Qui, i fiori li troverete davvero ovunque: sulla tavola, nel piatto, negli enormi pentoloni che borbottano sui fornelli e persino nelle celle frigorifere dove il melolito e la pimpinella ingentiliscono cosce di capriolo e quarti di bue appesi in bella mostra.

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L’arte di cucinare con i fiori è una tradizione atavica più che antica, di cui si possono scoprire tracce nella cucina cinese, romana e greca. Molti dei fiori che siamo abituati a regalare o a mettere in una vaso come centrotavola, sono in realtà dotati di ottime proprietà culinarie. Qualche esempio? Il garofano, il girasole, il fiordaliso, il gelsomino, il gladiolo e i lillà. Senza dimenticare i popolarissimi fiori di zucca e i meno noti ma buonissimi fiori di nasturzio: ottimi se farciti o mangiati in insalata.

Martina Fragale

Martina Fragale

Sono giornalista pubblicista dal 2013 grazie alla collaborazione con BuoneNotizie.it, di cui oggi sono direttore responsabile. Ho studiato giornalismo costruttivo in diversi contesti internazionali e attualmente sono docente di questa materia per l'Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo. Come giornalista, ho anche approfondito il tema delle fake news e del debunking in diverse conferenze.

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