In Italia, i piccoli borghi storici come Stornara, in provincia di Foggia, stanno vivendo un progressivo abbandono, trasformandosi in vere e proprie città fantasma. Lo spopolamento, l’emigrazione verso le grandi città, hanno svuotato intere comunità. Secondo il dossier di Legambiente, “Borghi Avvenire”, sono oltre 5000 i borghi che rischiano di essere abbandonati.
Tuttavia, questa crisi può essere trasformata in un’opportunità. Con strategie capaci di valorizzare il territorio, attrarre nuovi abitanti e stimolare forme di turismo sostenibile. È ciò che è successo a Stornara, che ha saputo reinventarsi grazie all’arte, trasformandosi da luogo dimenticato a teatro di bellezza e turismo.
La street art come strumento di rigenerazione
Nata come un’espressione spontanea, spesso ribelle e anticonformista, oggi, la street art è sempre più conosciuta come uno strumento di rigenerazione urbana. Attraverso questa espressione artistica è possibile trasformare muri grigi e anonimi in vere e proprie opere d’arte, trasformando città fantasma in spazi culturali e creativi, creando un’esperienza visiva accattivante per i visitatori.
Ma non solo, la street art può anche diventare un mezzo di denuncia sociale, per veicolare messaggi e idee attraverso l’arte e la cultura. In questo modo, l’arte urbana si afferma non solo come decoro, ma anche come voce della collettività, in grado di parlare direttamente alle persone.
Borghi come Dozza, in Emilia Romagna, Civitacampomarano, in Molise, Diamante, in Calabria, e Orgosolo, in Sardegna, ne sono un esempio: sono diventati vere gallerie a cielo aperto, promuovendo un nuovo modello di sviluppo culturale.
Caso di Stornara: da città fantasma a galleria a cielo aperto
Stornara, un piccolo paesino foggiano noto per la sua produzione agricola, ha dovuto affrontare difficoltà economiche: molti giovani si sono trasferiti in città per cercare lavoro, lasciando il borgo in rovina. A cambiare il destino del borgo è stato Lino Lombardo, un artista locale che nel 2018 ha fondato Stramurales, un festival annuale di street art.
Il progetto ha portato a Stornara artisti da tutto il mondo per dipingere murales sui muri della città. Ad oggi, si possono contare più 140 graffiti. Ogni graffito è un’opera d’arte che racconta una storia, che celebra la cultura locale o affronta svariati temi universali. La street art ha trasformato quella che era una città fantasma in una galleria a cielo aperto, attirando visitatori e stimolando nuove forme di economia.
La riqualificazione artistica del borgo, infatti, ha portato nell’arco degli anni innumerevoli benefici. Tra questi a un aumento del 25% dei ricavi, contribuendo alla nascita di otto nuove attività, tra cui bed&breakfast, due ristoranti e un negozio di articoli artistici. Ma, in particolare, ha riacceso il senso di comunità: molte famiglie che avevano abbandonato il borgo hanno deciso di tornare.
I muri parlano, i borghi vivono
Il modello di Stornara insegna che non servono necessariamente grandi investimenti o infrastrutture complesse per rilanciare una città fantasma, a volte basta la creatività, la capacità di coinvolgere artisti e la comunità locale in un progetto condiviso. È un esempio virtuoso di come l’arte possa essere considerata uno strumento di trasformazione sociale ed economica.
La street art, in questo contesto, si rivela non solo attrattiva ma anche un catalizzatore di rinascita culturale e sociale. È un punto di partenza, un modo per generare appartenenza, identità e nuove opportunità.

