Startup italiane in Brasile? Ecco come evitare passi falsi

By 28 Giugno 2016 Aprile 16th, 2020 Guest

“Sono brasiliana ma mi sento italianissima, faccio parte di due mondi in cui mi riconosco perfettamente. Mi piace pensare a me stessa come un ponte culturale tra i due paesi, vivo con i piedi in due culture e ciò mi permette di avere una conoscenza approfondita dei due mondi e una rete di contatti in entrambi i paesi, vantaggio di non poco conto per i miei clienti.” Karine de Souza vive in Italia da più di vent’anni, ma trasuda una vitalità che viene dall’altra parte del pianeta. Dal Brasile, tanto per intenderci: il paese di origine rispetto a cui si è ben guardata di recidere il cordone ombelicale. Riuscendo, anzi, a trasformare in risorsa professionale la sua appartenenza a due mondi (e due emisferi) diversi. Ma veniamo al punto: di che si occupa, Karine? Di internazionalizzazione, of course. Di affiancare e gestire in qualità di business partner, la lunga e complessa fase di startup delle aziende italiane che decidono di scavalcare l’oceano per affrontare la sfida del mercato brasiliano.

Da diversi anni, infatti, non sono in pochi a guardare al Brasile in questo senso. Il mas grande pais del mundo (come i brasiliani, orgogliosi, chiamano la propria terra), pur in un momento economico e politico decisamente ‘particolare’, rappresenta ancora una potente attrattiva per molte aziende interessate a operare sui mercati internazionali.

Complice l’appartenenza (in posizione di rilievo) all’interno del Mercosul (Mercato comune dell’America Meridionale), che rende di fatto il Brasile un ideale trampolino di lancio per gli investimenti in diversi paesi dell’America Latina, nonché l’opportunità di un cambio favorevole rispetto all’euro, le grandi aziende oggi possono valutare concretamente la possibilità di investire senza timori in questo momento di maggiore stallo, laddove il nuovo Governo incentiva l’investimento e prevede l’abbassamento dei dazi.

Insomma, anche in tempo di crisi il Brasile ‘tiene botta’ e lo fa con un dinamismo che agli imprenditori italiani piace: infatti la nostra economia – basata sulla vitalità delle PMI – ha trovato in Brasile un humus particolarmente congeniale. Gli scambi e la sinergia fra i due paesi, hanno peraltro radici profonde. Non sarà un caso, visto che il Brasile ospita 25 milioni di italiani. Secondo l’Ambasciata Italiana “Per quanto concerne gli investimenti diretti, le ultime statistiche disponibili, relative al 2013, attestano l’Italia alla nona posizione con oltre 18 miliardi di USD di stock, seguendo la Germania e precedendo Paesi quali il Portogallo e la Cina. Gli investimenti italiani si concentrano per oltre il 30% nei servizi e nelle telecomunicazioni e per un altro 3 % circa nel settore automobilistico.” Insomma: mica pizza e fichi! Recentemente, per dare un’idea del potere attrattivo esercitato dal mercato brasiliano, anche il colosso Coca Cola, ha messo in piedi un investimento di 3,2 miliardi nel 2017, una cifra superiore di 10% rispetto agli ultimi 5 anni. Le multinazionali tornano a investire in Brasile, dunque. Anche Kia e Nestlé hanno annunciato ingenti investimenti per i prossimi anni.

Certo è che – per quanto appetibile e ricco di promesse – il mercato brasiliano rappresenta comunque un altrove che va approcciato con cautela e intelligenza. Karine de Souza, ha costruito e calibrato il proprio profilo professionale esattamente in questo senso: come business partner (in sinergia con un team di professionisti dislocati su diverse sedi) affianca i manager italiani nella fase di apertura e di pianificazione strategica delle loro aziende in Brasile. Cooperazione internazionale e collaborazione commerciale sono i cavalli di battaglia di Karine e del suo team, che operano con competenza in settori diversi. Parola d’ordine: internazionalizzazione… con tutto ciò che questo significa in termini non di dispendio, ma di investimento di energie. E di curiosità, perché finché c’è curiosità c’è speranza: “Mi piace diventare il riferimento culturale per i miei clienti, questa caratteristica mi aiuta a creare rapporti.” – racconta Karine – “Credo sia la mia inestinguibile curiosità ciò che mi distingue, adoro infatti conoscere nuovi luoghi e nuove persone, per poi fare in modo che anche i miei clienti possano apprezzarli a loro volta. Quando seguo un progetto, oltre a curare il business, voglio che i clienti apprezzino questa terra fantastica, la mia terra.”

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