Una rete per i disturbi specifici dell'apprendimento

By 17 Gennaio 2009 Benessere

Cosa accomuna Pablo Picasso, Carlo Magno, Galileo Galilei, Leonardo da Vinci, Walt E. Disney, Winston Churchill, Napoleone Bonaparte e John F. Kennedy? Semplicemente un’anormalità nell’apprendimento, più comunemente conosciuta con la sigla Dsa, disturbi specifici di Apprendimento. I Dsa, come recenti studi dimostrano, non solo non si possono identificare con il termine “malattia”, non sono disturbi imputabili a fattori di handicap mentale grave, ma soprattutto nulla hanno a che fare con l’intelligenza! I disturbi specifici di apprendimento, più comunemente noti come dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia e disprassia sono piccole disfunzioni che ostacolano un apprendimento autosufficiente e si possono manifestare in varie forme di espressione: la scrittura (disgrazia e disortografia), la lettura (dislessia), il calcolo matematico (discalculia), la coordinazione ed il movimento (disprassia).
Un fenomeno di grande rilevanza sociale, che riguarda circa 4% della popolazione scolastica ed è tra le prime le cause di abbandono scolastico, ma che si conosce solo superficialmente.

Proprio per aiutare a conoscere meglio questo tipo di disturbi nasce a Cuneo (CN) la “Rete genitori Dsa”, (www.retegenitoridsa.it) un’associazione senza fini di lucro che riunisce genitori di bambini affetti da Dsa, insegnanti, formatori ed esperti.
L‘associazione oltre a voler far luce sul fenomeno, intende garantire ai bambini/ragazzi che ne sono interessati, pari opportunità di crescita sociale, aiutando anzitutto i loro genitori a seguire le strade più corrette. Spesso, infatti, molti genitori e insegnanti cadono in errori di valutazione: problemi di apprendimento sono spesso sottovalutati o addirittura ingigantiti e considerati veri e propri ritardi mentali.
I soggetti affetti da Dsa non hanno ritardi mentali e spesso possiedono semplicemente un diverso modo di apprendere rispetto a quelli che sono i canoni della maggior parte delle persone.

La rete, oltre a fornire gratuitamente materiale informativo disponibile e scaricabile dal proprio sito, organizza periodicamente degli incontri aperti con esperti, psicologi, neuropsichiatri, formatori e pedagogisti al fine di dare una visione a 360° del problema ed aiutare genitori bambini ed esperti ad affrontarlo nella maniera più adeguata possibile.

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