'Codice Argento' per l'assistenza sanitaria over 65

di 20 Gennaio 2009Benessere

E’ il frutto di proposta avanzata dalla Società italiana di gerontologia e geriatria al Ministero della Salute, riunita in questi giorni a Firenze in occasione del Congresso nazionale quella di creare un “Codice d’argento” nei pronto soccorso degli ospedali italiani. Un codice che come il colore stesso, argento, lascia immaginare nasce per far fronte alle emergenze degli utenti dai capelli color argento: gli anziani, per ottimizzarne l’assistenza socio-sanitaria.

La decisione di istituirlo è legata sostanzialmente a due motivi. Da una parte il riconoscimento della specificità dei pazienti over 65: più a rischio, più fragili e più instabili, rispetto agli altri, e spesso non autosufficienti quindi bisognosi di cure specifiche ed immediate, e dall’altra l’innalzamento dell’età media della popolazione nel Bel Paese.

Al momento il progetto che si chiama proprio “Codice d’argento” partirà in via sperimentale, per tre anni dai primi mesi del 2009, in sole 4 regioni italiane: Veneto, Toscana, Lazio e Sicilia. La prima regione a sperimentare questo nuovo sistema di intervento sanitario sarà il Veneto che potrà, nei prossimi mesi, dispensare consigli e fornire esempi utili alle altre tre regioni.

Le priorità: soddisfare al massimo i bisogni e le esigenze di salute degli over 65 e garantire loro un’assistenza sanitaria a tutto tondo, cominciando da un servizio specifico che li indirizzerà nei vari reparti di geriatria senza dover fare la fila.
A differenza dei normali codici rosso, verde e giallo e bianco, quello argento non serve semplicemente ad individuare le condizioni di priorità dei malati, ma a garantire loro delle cure particolari.

A sostenerlo una rete di servizi di collegamento tra ospedali e territorio, avvalorata dalla presenza di figure professionali specializzate con l’arduo compito di valutare il percorso più adeguato per la persona anziana dal momento dell’ingresso in pronto soccorso alla fase di completa riabilitazione, a seconda delle varie patologie diagnosticate. A coordinarlo saranno un comitato scientifico insediato presso il Ministero della Salute ed un centro organizzatore che fa capo all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, con il compito di assistere, collaborare e interfacciarsi con le unità operative delle quattro regioni che finora l’hanno approvato.

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