Una ricerca individua la fonte di timori ed angosce

di 13 Marzo 2009Benessere

Sono minuscole variazioni di due geni le principali responsabili di sentimenti come ansia e paura. Ad affermarlo, la ricerca di un gruppo di scienziati svedesi e tedeschi, del Karolinska Institutet di Stoccolma e dell’Università di Greiswald in Germania, pubblicata in questi giorni sulla prestigiosa rivista “Psychological Science”. La scoperta aiuterà medici e psicologi a selezionare terapie più adeguate per curare i pazienti afflitti da queste patologie.

Ad essere poste sotto osservazione sono state le microscopiche varianti del gene dell’enzima COMT e di quello trasportatore della serotonina. Nomi difficili per sostanze importantissime per il nostro benessere fisico e psicologico: la serotonina è, ormai, universalmente nota come “l’ormone della felicità”, mentre l’enzima COMT è legato alle funzioni di apprendimento e memoria.

Secondo lo studio, entrambi questi elementi si possono presentare negli esseri umani con minuscole variazioni, in grado di influire significativamente sulla gestione di ansia e paura. Una minore lunghezza del gene trasportatore della serotonina è associata a comportamenti ansiosi. Una specifica variazione del gene dell’enzima COMT può, invece, far lievitare i livelli d’ansia.

Oltre a ciò, alla base dell’esperimento condotto su alcuni volontari, c’è il concetto che molte patologie legate all’umore sono determinate anche da processi di apprendimento: si teme qualcosa perché in passato un’esperienza simile è stata fonte di dispiacere o dolore. I volontari sono stati, quindi, sottoposti ad un test di apprendimento della paura: ad alcune immagini era associata una lieve scossa elettrica. Nei soggetti in cui era presente la variazione dei geni si è sviluppata una paura molto forte della stimolazione elettrica. Altri, invece, riuscivano a superare rapidamente l’ansia della scossa.

Ecco spiegato, secondo la psicologa Tina Lonsdorf, che ha capeggiato il team di studiosi, il perché alcune persone riescono a dimenticare più rapidamente le esperienze negative ed altre sono più vulnerabili all’ansia.

Un simile esperimento, condotto dagli studiosi dell’Università dell’Essex, ha dato risultati molto vicini a quelli europei: coloro che hanno una versione lunga del gene trasportatore della serotonina tendono a guardare il lato positivo della vita e a evitare selettivamente il materiale negativo.

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