Più vicina la cura per le malattie autoimmuni

By 25 Marzo 2009 Benessere

E’ il plesso coroideo l’ingresso fino ad oggi sconosciuto che consentirebbe alle cellule immunitarie di entrare nel cervello, aprendo poi la strada ad un’ulteriore generazione di cellule dannose in grado di dare origine alle “malattie autoimmunitarie”, come la sclerosi multipla. Ad identificarlo, un team di ricercatori dell’Istituto Svizzero per la ricerca in Biomedicina (Irb) di Bellinzona, diretto da Antonio Lanzavecchia. La scoperta, resa pubblica lo scorso 22 marzo, permetterà di centrare maggiormente la ricerca sulla sclerosi multipla.

Il plesso coroideo è costituito da una rete di vasi sanguigni in cui viene prodotto il liquido spinale.
Ad Andrea Reboldi, giovane ricercatore italiano che ha fatto parte del gruppo di lavoro dell’Irb, abbiamo chiesto di spiegarci l’importanza della ricerca: “Questa scoperta si può definire una buona notizia perché, per la prima volta, è stata individuata la via di accesso al cervello che viene usata dai linfociti T, le cellule del sistema immunitario che causano la sclerosi multipla”. Ed il ricercatore prosegue, sottolineando che “capire come le cellule colpiscano i diversi organi nelle malattie autoimmuni può aiutare a produrre farmaci sempre più specifici nel bloccare la migrazione e i danni ai tessuti”.

Riguardo alla ricerca, il gruppo ha dimostrato come i linfociti che danno origine alla sclerosi multipla, definiti “pionieri”, aprano poi la strada ad una seconda ondata di cellule molto aggressive che sono responsabili dei danni maggiori al sistema nervoso centrale. Andrea Reboldi mette in risalto come i nuovi orizzonti della ricerca siano volti ad appurare come “questa seconda ondata di cellule entri nel cervello, cercando di individuare la molecola chiave in questo processo per poi bloccarla farmacologicamente”.

Le malattie autoimmunitarie sono quelle causate da un malfunzionamento del sistema immunitario, che attacca cellule sane dell’organismo, portandolo ad una lenta degenerazione. Sono patologie particolarmente difficili da diagnosticare con anticipo, anche perché attaccano il corpo umano in modo ambiguo. Le più note sono la sclerosi multipla e l’artrite reumatoide.

L’intero lavoro è stato coordinato dall’italiana Federica Sallusto, una delle immunologhe di maggior fama al mondo. Oltre ai membri dell’Irb hanno partecipato anche ricercatori dell’istituto bernese Teodhor Kocher e dell’Università di Genova. La ricerca è pubblicata sulla rivista Nature Immunology.

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