Tossicodipendenza: cresce l'affido domiciliare dei farmaci sostitutivi

By 4 Dicembre 2009 Benessere

 

 

 

Aumenta il numero dei pazienti tossicodipendenti da eroina che ricorrono all’affido terapeutico farmacologico. Il dato emerge da una ricerca Gfk-Eurisko presentata a Roma, che attraverso un campione di 100 medici che operano nei Sert (Servizi di recupero tossicodipendenze) del territorio nazionale, rivela un trend in crescita (23%) dal 2008 al 2009 di tossicodipendenti che gestiscono la propria terapia a domicilio, passando dal 61% al 75%. Di questi, il 39,5% ritira i farmaci settimanalmente, e dimostra secondo il commento di Isabella Cecchini di Eurisko, un rafforzato rapporto di fiducia medico-paziente. 

 

Il maggiore ostacolo all’affido terapeutico domiciliare, secondo i medici intervistati, riguarda l’utilizzo improprio dei farmaci: dall’overdose, all’ingestione da parte dei minori, allo spaccio.

 

Questo incoveniente sembra essere ridimensionato dall’introduzione di nuove terapie a base di buprenorfina e naloxone, associazione che viene assunta per via sublinguale, e che raramente può dare overdose. Inoltre risulta procurare effetti sgradevoli se iniettato per via endovenosa, rendendolo poco disponibile verso il mercato dello spaccio.

 

La psicoterapeuta Gianna Schelotto, in una dichiarazione riportato dalla stampa, sottolinea “potersi curare a casa, in un contesto rassicurante, senza il controllo quotidiano degli operatori, permette al tossicodipendente di inscrivere i propri comportamenti in un quadro d’insieme nel quale agisce in sintonia con gli altri, pur restando libero dalle proprie scelte questo gli renderà più facile percepire il senso di responsabilità personale e sentirsi parte attiva di un possibile processo di cambiamento”.

 

 In Italia, i tossicodipendenti da eroina sono circa 210 mila. Nel 2008 124 mila utenti si sono rivolti ai Sert, il 75% di questi per uso di oppioidi, l’età media 35 anni. Preoccupa l’aumento dell’uso di oppioidi, alcool e cannabis da parte dei giovani.

 

 Le nuove applicazioni farmacologiche evidenziano un dato dato positivo in termini di affidabilità terapeutica e di recupero psicofisico.

 P.L

 

 

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