Politiche sanitarie: più potere ai cittadini

By 14 Giugno 2010 Benessere, Società

Ha suscitato molta soddisfazione l’esito del voto sull’emendamento al ddl “Governo delle attività cliniche”, che di fatto consente un maggior coinvolgimento delle associazioni a tutela dei diritti della persone nella fase di programmazione delle politiche socio sanitarie.

Con questo emendamento le Regioni dovranno adottare forme e strumenti per implementare la partecipazione dei cittadini nelle scelte che riguardano il diritto alla salute.

Secondo Teresa Petrangolini, segreterio generale di Cittadinanzattiva, “l’emendamento votato rappresenta una novità molto importante e fa parte di un pacchetto di proposte che l’Associazione aveva suggerito ai Parlamentari… In questo contesto riteniamo che si aprano degli importanti spazi per il ruolo dei cittadini anche nella istituzionalizzazione delle procedure di valutazione civica delle strutture e delle performance del Servizio Sanitario Nazionale…

Lo stesso Ministro della Salute Ferruccio Fazio, a margine del rapporto Audit civico presentato da Cittadinanzattiva-Tribunale dei diritti del malato, ha dichiarato “in futuro un Audit civico per valutare gli ospedali”. L’Audit consiste in un’analisi critica delle associazioni civiche nei riguardi delle azioni svolte dalle aziende sanitarie, e mira a promuovere la qualità delle prestazioni sanitarie e a denunciare le attività di malpractice. Nasce nel 2000 su iniziativa di Cittadinanzattiva sulla base dell’esperienza svolta dal Tribunale per i diritti del malato, si avvia ad un primo ciclo di sperimentazione con Aziende sanitarie e Regioni fino al 2007, quando viene siglato un programma nazionale di collaborazione con il Ministero del Welfare. Nel corso degli anni sono state coinvolte nell’Audit civico 174 aziende sanitarie.

Il percorso di un maggiore coinvolgimento dei cittadini nelle politiche sanitarie nazionali e territoriali si misura costantemente con l’evoluzione legislativa, che dalla riforma sanitaria del 1978 ad oggi, nonostante le difficoltà e i nodi irrisolti, ha gradualmente messo al centro i diritti e i bisogni della persona.

L’emendamento approvato rappresenta un ulteriore passaggio normativo in linea con la responsabilizzazione di tutte le parti in causa.

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