La felicità "paga": chi è più sereno, guadagna più denaro

di 21 Novembre 2012Benessere

Il nesso tra reddito e benessere psicologico è stato a lungo studiato da sociologi, psicologi e studiosi del comportamento: la maggior parte delle ricerche – si sa – ha concluso che le persone più ricche tendono ad essere più felici. Si è indagato molto meno, però, sulla relazione inversa, per cercare di capire se la felicità possa aiutare a guadagnare più soldi. Ora, per la prima volta, uno studio condotto su 10.000 persone e pubblicato su “Proceedings of the National Academy of Sciences” (Pnas), dimostra che gli adolescenti e i ragazzi che dichiarano di essere soddisfatti della propria vita affettiva e, quindi, sereni, guadagneranno significativamente di più nella loro carriera professionale. 
I ricercatori hanno dimostrato che i ragazzi di 16 e 18 anni che esprimevano emozioni positive e sensazioni di felicità, ma anche gli adulti di 22 anni con una vita considerata soddisfacente, arrivavano all’età di 29 anni con un reddito da lavoro già molto buono. Dai dati esaminati è emerso addirittura che un’adolescenza vissuta come profondamente infelice, nella vita adulta si traduce in un reddito inferiore di circa il 30% rispetto alla media mentre chi racconta di aver vissuto quegli anni in serenità guadagna il 10% in più della media.

La felicità è stata associata a diversi fattori che possono – direttamente o indirettamente – influenzare il reddito futuro, inclusa la maggior probabilità di laurearsi, di trovare un lavoro e ottenere promozioni, di essere più ottimisti ed estroversi e meno nevrotici. Dunque, lo studio dimostra per la prima volta che davvero la felicità e il benessere individuale possono influenzare il guadagno economico. 

“La felicità dipende da molteplici fattori come la salute, le relazioni sociali e l’autostima che, a loro volta influenzano positivamente l’esito della carriera professionale”, spiega Jan-Emmanuel De Neve della University College London e principale autore dello studio. “Le più recenti ricerche neuroscientifiche dimostrano che un maggior benessere soggettivo è associato con specifiche variazioni neurologiche, che a loro volta sono collegate con migliori capacità cognitive e maggiori profitti economici“. 

Secondo i ricercatori, il benessere individuale fa sì che ci si focalizzi sulle emozioni positive e ciò stimola il sistema dopaminergico, migliorando la capacità di memorizzazione e di concentrazione, qualità che indubbiamente favoriscono la carriera e, di conseguenza, guadagni maggiori.

Fonte: La Repubblica

 

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