Book-therapy: leggere un libro è un ottimo antidepressivo

By 27 Novembre 2012 Benessere

Leggere fa bene. E non solo alla cultura personale. Perdersi tra le pagine di un romanzo o di un saggio, talvolta è anche un ottimo antidepressivo, a tutte le età. L’importante è saper scegliere il testo che può aiutarci a ritrovare l’energia perduta. Un libro non è solo sinonimo di cultura o passatempo, ma anche un efficace strumento antidepressivo.

La “book-therapy”, secondo gli psicologi, può rivelarsi un’arma vincente per sconfiggere non solo ansia e depressione ma anche dipendenze, disturbi della personalità e problemi psichiatrici. Una buona lettura può aiutare, infatti, a superare un periodo di malessere e malinconia, in particolare nei mesi invernali. Lo conferma un’indagine del social book magazine “Libreriamo”, dove 7 esperti su 10 sostengono che la biblioterapia può essere utile ad affrontare l’ansia che i mesi più freddi possono scatenare.

Acquista Online su IlGiardinodeiLibri.itAutunno e inverno sono le stagioni che possono portare depressione, malinconia, ansia e stanchezza. Per questi disturbi i migliori libri sono i romanzi di avventura e quelli rosa, che aiutano a viaggiare con la fantasia. Riviste e libri di viaggi, invece, proiettano le persone verso le vacanze, evocando momenti di relax e felicità.

La lettura aiuta ad aprire la mente a persone che, a causa del proprio malessere, tendono a chiudersi in se stesse. È importante scegliere il libro giusto affinché la persona si immedesimi nel personaggio e si trovi di fronte come ad uno specchio, evocando per esempio ricordi ed emozioni particolari.

Inoltre, leggere un libro restituisce la dimensione temporale e consente di dare un valore prezioso al nostro tempo.

È fondamentale, infine, trovare il proprio ritmo biologico e rispettare le esigenze fisiologiche e anche riappropriarsi del silenzio: è necessario apprezzare la solitudine come momento per ascoltare se stessi e ritrovare la propria dimensione interiore.

Fonte: Amando

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  • Paola ha detto:

    Per mia esperienza posso dire che – quando si è particolarmente tristi o scoraggiati – vanno banditi quei testi dal contenuto difficile da mandar giù. Dal contenuto disperato o sconsolato, libri che parlano del non-senso di vivere e quant’altro. Penso ad autori tipo Pessoa o Pavese… Nei momenti di sconforto è utilissimo, invece, leggere libri “ottimisti”, o almeno che tentano di spiegare le dinamiche della psiche e la maniera di venirne fuori. Libri di psicologia, sullo sviluppo personale, libri che diventano uno strumento del buon pensare, e soprattutto del pensare consapevole.

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