Raggiungere l'orgasmo con un tocco di pulsante. La lunga marcia per rendere libero il piacere femminile

Da qualche giorno impazza sul web la notizia di uno strumento, brevettato da un gruppo di ricercatori statunitensi, capace di provocare un orgasmo elettrico con un semplice tocco. Di pulsante. L’impianto, rigorosamente creato per le donne che non riescono a raggiungere  naturalmente l’orgasmo, sta creando una grande curiosità tra gli internauti di tutto il mondo.

La paternità di questa tanto fortunata quanto fortuita (ed è proprio il caso di dirlo) scoperta, va al professor Stuart Meloy, chirurgo del Piedmont Anesthesia and Pain Consultants, North Carolina, il quale si è imbattuto nella scoperta mentre, come racconta lui stesso “stavo piazzando degli elettrodi (all’interno del corpo di una paziente, ndr) e improvvisamente la signora ha cominciato a gemere con enfasi e piacere“.  Il medico, sorpreso da cotanta reazione racconta poi divertito di aver chiesto lumi alla signora, la quale gli avrebbe così risposto: “Dottore, dovrebbe insegnare a mio marito a fare ciò che ha appena fatto lei“.

L’impianto, formato da una scatola poco più piccola di un pacchetto di sigarette collegata ad elettrodi, è creato per essere impiantato sotto la pelle del gluteo della paziente (e si, perché per il momento, la scienza medica destina il miracoloso apparecchio al solo complesso universo del piacere femminile). Gli elettrodi responsabili dell’orgasmo sarebbero così poi attivati da un semplice telecomando a distanza.
Impianto orgasmo elettricoL’operazione d’impianto, realizzabile anche senza ricorso all’anestesia,  è attualmente ancora in fase di sperimentazione. Inoltre, essendo pur sempre una procedura invasiva (al pari del pacemaker) il dott. Meloy rimane cauto sulle applicazioni – che sarebbero comunque relative alla cura di determinate e specifiche patologie- e tende a precisare che l’impianto sarà applicato  solo nei casi più estremi. Ovviamente, non è difficile immagine che un simile dispositivo -una volta introdotto nel mercato- stuzzicherà (anche solo la fantasia) di moltissime signore,  desiderose di raggiungere il sacrosanto piacere orgasmico.

La lunga strada per la conquista del piacere.
Molte considerazioni si possono fare a partire da questa notizia. La prima, tutt’altro che scontata, riguarda il completo riconoscimento dell’importanza dell’orgasmo femminile all’interno della società. Infatti, ciò che noi oggi diamo per scontato, in realtà non è sempre stato tale. L’affermazione del diritto al piacere femminile, (diritto tanto fondamentale quanto quello del voto o del libero pensiero) è stata una conquista passata attraverso l’abolizione di innumerevoli tabù e ipocrisie, e l’abbattimento di credenze di natura religiosa e sociale.
Sopratutto nelle società occidentali. La ricerca del piacere sessuale (tanto machile quanto femminile) non è infatti stata sempre e ovunque repressa e osteggiata. Tutt’altro. Sono molte le culture che -in ogni epoca- hanno incoraggiato e onorato questa umana esigenza. Oggetti di forma fallica erano già diffusi e conosciuti fin dall’epoca dell’antica Grecia. Ai tempi di Ippocrate, l’orgasmo femminile era addirittura ritenuto necessario ad un aumento della fertilità. Il godimento fisico trova poi una sua poetica espressione tanto nella cultura indiana (con il Kamasutra) quanto in quella cinese (con ad esempio le ben note Ben wa balls).

In realtà, fu con l’avvento del Medioevo che si cominciò a punire severamente ogni comportamento contrario alla morale divina e per questa ragione venne creato un indissolubile legame tra sesso, peccato, senso di colpa e di espiazione. Per molti secoli l’orgasmo (più conosciuto come parossismo isterico) venne ritenuto l’unica cura all’isteria, una una particolare forma di nevrosi molto diffusa tra le donne occidentali. In questi casi l’orgasmo veniva indotto attraverso la pratica del massaggio pelvico femminile, ovvero la stimolazione manuale esterna dei genitali femminili (la masturbazione), praticata esclusivamente da personale medico.

La questione principale del piacere sessuale femminile rimase per molto tempo legata alla sua presunta (e scientificamente poco dimostrabile) utilità. In effetti, se è giustificabile per un uomo l’esigenza di raggiungere il culmine del piacere per garantire la continuità della specie, tanto non si può dire delle donne. Oggi però, all’orgasmo vengono riconosciute due fondamentali significati, come afferma Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano “A livello individuale, è un evento che consente di scaricare l’eccitazione e di trovare così un nuovo, più appagato stato di equilibrio e di benessere, e di sentirsi inoltre completamente donna al di là della maternità; a livello relazionale, è un indice della qualità del rapporto di coppia, e non solo per la donna: l’uomo, infatti, trae dall’orgasmo femminile un’importante conferma della propria seduttività, della propria capacità di suscitare il desiderio – fisico ed emotivo – nella compagna e di soddisfarlo“.

Un’interessante analisi dell’evoluzione e della percezione dell’orgasmo femminile, la offre Mary Roach, giornalista scientifica e scrittrice, durante una scoppiettante conferenza TED.

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In piena epoca Vittoriana, il fisico statunitense George Taylor brevettò il manipulator, un ingombrante ma assai efficace stimolatore a vapore (con finalità scientifiche) che ben presto si diffuse dagli Stati uniti all’Europa. Ma bisognerà attendere il secolo nuovo (ovvero l’avvento del Novecento) per assistere al definitivo crollo di ogni resistenza morale e allo sdoganamento di stimolatori pelvici (comunemente chimati vibratori) tra le donne di ogni età, finalmente libere di godere senza bisogno di alibi.

 

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