Ascesa italiana sul World Happiness Report

By 20 Marzo 2020 Giugno 18th, 2020 Ambiente, Benessere
Helsinki

Il Paese più felice e sicuro al mondo resta la Finlandia

 

Per il terzo anno consecutivo, il World Happiness Report ha decretato la Finlandia, seguita dagli altri stati scandinavi, il paese più felice e sicuro al mondo.

Cos’è il World Happiness Report?

Si tratta di un’indagine elaborata dalle Nazioni Unite, che prende in esame la felicità dei cittadini in 156 paesi, in riferimento alla loro  prosperità economica, aspettativa di vita, stato del welfare e libertà individuale. Oltre ai paesi scandinavi, bene la Nuova Zelanda, Canada, Austria. Retrocedono gli Stati Uniti, dal 18° al 19° posto; ultimi posti per Afghanistan, Africa centrale e Sudan.

Ma cos’è la felicità?

Secondo l’ambasciatrice Mariangela Zappia, rappresentante permanente dell’Onu, la felicità rappresenta la missione di ogni società e governo; il prodotto di fattori sociali, economici, ambientali che incidono sul benessere della persona e di cui tutte le forze politiche di un paese devono tener conto.

Ma perché i finlandesi sono così felici?

Sia l’Huffington Post che The Gurdian affermano che il ruolo politico e le relazioni interpersonali del Paese, proseguano un obiettivo comune: il bene del paese stesso. Sicurezza sociale per i senza tetto e per tutti i cittadini, poliziotti tra i più affidabili del mondo, sistema educativo di grande qualità, banche sicure; sono alcuni degli elementi che rendono la Finlandia il paese più sicuro e felice al mondo. Inoltre è l’unico paese al mondo sviluppato dove i bambini trascorrono più tempo con i padri che con le madri.

Sicurezza, scuola e basta?

Assolutamente no, secondo il sito Si viaggia la presenza di verde (70% di foreste) rende migliore il paese sia dal punto di vista ambientale che salutare, se si pensa alle lunghe passeggiate tra i boschi o alle nuotate invernali, che stimolano la produzione della serotonina, un ormone che influenza positivamente l’umore e scioglie lo stress.

Sempre in termini di benessere si aggiunge il culto per la sauna, utilizzata spesso anche per tenere importanti meeting. Rilevante la cultura attraverso la visita ai musei, la lettura dei libri e il tradizionale Day for Failure, il giorno del fallimento, ogni 13 Ottobre, che ha lo scopo di celebrare la “sfortuna” come strumento per imparare dal passato ed evitare errori in futuro.

Nuova Zelanda nella top ten

Tra i primi dieci classificati del WHR, la Nuova Zelanda emerge grazie al primo ministro, Jacinda Ardern, che ha richiesto un tipo diverso di economia dove il binomio benessere-ambiente rappresenta la chiave di volta del successo della politica neozelandese.

Male gli Stati Uniti

Gli USA sono scesi al 19° posto, cinque in meno rispetto al 2016: un dato che non ha sorpreso Jeffrey Sachs, economista della Columbia University, secondo il quale il benessere statunitense sta peggiorando e la diseguaglianza. Secondo Sachs il tessuto sociale è seriamente compromesso dalle “epidemie delle dipendenze”, tra cui stupefacenti, gioco d’azzardo e ossessione per il lavoro, che dovrebbe essere frenata dal governo, attraverso un coordinamento diverso delle aziende.

E l’Italia?

Il nostro Paese sale al 30° posto dopo il 36° posto del 2019: secondo uno studio del Sole24ORE, che classifica le province italiane in differenti parametri tra cui “Giustizia e Sicurezza”, risulta la più sicura la provincia piemontese Verbano-Cusio-Ossola, seguita da Belluno, Oristano e Crotone.

Tra i vari dati forniti dal dipartimento per la Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, si registrano il minor numero dei reati commessi, dai vari furti sino all’omicidio, proprio a Verbania. Positivi anche i dati relativi all’inquinamento atmosferico, infatti la raccolta dei rifiuti differenziati è ottima e di qualità; buon livello anche per le infrastrutture riguardanti la ciclabilità e le aree riservate ai pedoni

Qual è dunque lo scopo del World Happiness Report e quanto conta la felicità?

Incoraggiare i governi e gli individui a modellare le politiche e le scelte di vita con un maggiore benessere in mente. Alcuni paesi stanno dimostrando concretamente l’integrazione del benessere all’interno del loro programma politico. “La felicità conta tantissimo, perché da essa dipendono le prestazioni lavorative, la resilienza alle malattie e dunque una vita ancora più lunga” afferma Lucia Santos, docente di psicologia presso l’Università di Yale.

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