Grazie al progresso della tecnologia e alla maggiore connettività, attualmente, i videogiochi rappresentano una delle principali fonti di intrattenimento a livello mondiale. Esistono, infatti, sempre più portali web e app che permettono di accedere a giochi e passatempi di vario genere in modo rapido e sicuro.

Un utilizzo inappropriato dei videogame può generare dipendenza

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) considera l’uso inappropriato dei videogiochi una nuova forma di dipendenza del mondo contemporaneo. Nello specifico si parla di gaming disorder, o disturbo compulsivo da gioco, cioè una serie di comportamenti persistenti o ricorrenti ad esso connessi: un mancato controllo sul gioco, il prevalere di quest’ultimo sulla quotidianità e sugli interessi della vita, con annesse conseguenze negative a livello personale, familiare, sociale, educazionale e occupazionale, tali comportamenti si ritengono patologici se persistono per almeno dodici mesi.

Foto: pixabay  – videogame e dipendenza

Gli effetti benefici dei videogiochi

Nonostante i videogiochi siano tradizionalmente associati alla violenza o alla dipendenza, gran parte del mondo accademico e scientifico afferma che usarli con cautela può comportare dei benefici alla salute fisica e mentale dei giocatori.

Giocare ai videogame può migliorare la vista e alcune funzioni cognitive

A livello cognitivo, i videogame strategici potenziano memoria, attenzione e problem solving, cioè capacità di risolvere i problemi: giocare al computer forza un individuo a concentrarsi per molto tempo, poiché gli scenari dei giochi cambiano continuamente e ci sono tante istruzioni da seguire e missioni da completare. L’utilizzo di questi videogiochi può favorire il rendimento scolastico, nonché il trattamento di determinati disturbi, come il disturbo di attenzione (ADHD).

Ricerche sul trattamento dell’ambliopia, cioè la compromissione della funzione visiva di un occhio, dimostrano che giocare al computer può migliorare la vista: durante il gioco si è obbligati a guardare i dettagli sullo schermo e a distinguere le differenti sfumature dello stesso colore, nella realtà questa capacità permette, per esempio, di distinguere meglio colori e dettagli durante una passeggiata.

Alcuni videogiochi favoriscono la socializzazione e il benessere fisico e mentale

Una ricerca della Louisiana State University (USA) dimostra che i videogiochi con movimenti a tutto corpo, come Wii Fit, Just Dance o Hero, favoriscono il benessere fisico di una persona, inducendo il dimagrimento, il rafforzamento dei muscoli e migliorando la postura.

Altri studi, come quelli pubblicati dal Journal of Cyber Therapy and Rehabilitation, affermano che giocare ai videogame può ridurre i livelli di stress fisico e mentale. Questo accade, per esempio, con i casual games, cioè i giochi occasionali o superficiali, come Tetris, ottimi per rilassarsi e migliorare l’umore. Con giochi simili i sintomi dello stress spariranno automaticamente.

Allo stesso modo ci si può distrarre da alcune forme di dolore fisico in quanto, nel momento in cui si è concentrati su un gioco, il corpo umano produce degli ormoni, le endorfine, considerati un vero e proprio antidolorifico naturale.

La maggior parte dei videogiochi permette la comunicazione fra i partecipanti tramite chat, o dal vivo con cuffie e microfono, favorendo la socializzazione. Uno studio pubblicato dalla Society for Research in Child Development (USA) attesta come molti videogiochi aiutino a socializzare attraverso ampie comunità virtuali in cui, più del 70% delle persone, gioca in compagnia, sviluppando buone capacità di cooperazione.

Un invito alla cautela

I benefici sociali tratti dal giocare ai videogame non saranno mai all’altezza della vita reale, per cui  è preferibile usare questa forma di intrattenimento con cautela e moderazione,  dedicando, per esempio, massimo un’ora al giorno ai videogiochi. Infatti, fino a un’ora e mezza di gioco il livello intellettivo aumenta, da un’ora e mezza a due resta stabile, mentre dopo le due ore diminuisce innescando la dipendenza.

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