Dopo l’Alzheimer, attualmente la malattia di Parkinson è la seconda patologia neurodegenerativa più diffusa al mondo: si stimano 6,5 milioni di casi a livello globale, di cui 300.000 in Italia.
Non esiste una cura definitiva per questa malattia. Tuttavia, oltre al trattamento farmacologico, ci sono attività complementari in grado di controllarne e limitarne i sintomi. Un team di ricercatori dell’Università Statale dell’Iowa ha dimostrato che cantare migliora le condizioni fisiche e mentali dei pazienti con malattia di Parkinson.
In Italia esistono svariate associazioni che puntano a migliorare la qualità di vita delle persone affette da tale patologia e dei loro familiari attraverso il canto corale e la musicoterapia.
Malattia di Parkinson: cause, sintomi e conseguenze
La malattia di Parkinson è una patologia neurodegenerativa che si sviluppa in modo lento, ma progressivo; solitamente insorge dopo i 60 anni, ma in rari casi può manifestarsi anche in età giovanile.
Si tratta di situazioni in cui vige una forte componente genetica: chi sviluppa precocemente la malattia di Parkinson ha almeno un familiare che ne soffre. Anche l’esposizione a fattori ambientali, quali pesticidi e insetticidi, aumenta il rischio di insorgenza della malattia.
I sintomi tipici della malattia di Parkinson sono: rigidità muscolare, tremore a riposo e bradicinesia, cioè lentezza nei movimenti. Seguono disturbi dell’equilibrio, andatura impacciata e postura curva.
A livello sociale, uno dei sintomi più invalidanti è l’alterazione del tono di voce, che risulta molto basso, quasi sussurrato, mentre l’eloquio è lento e poco articolato, talvolta incomprensibile. Ne derivano importanti ripercussioni sulla qualità di vita: scarsa autonomia, isolamento sociale, stress, ansia e depressione.
Il canto e i suoi benefici
Cantare favorisce emozioni positive e rilassamento: attiva il sistema limbico, cioè quella parte di cervello che elabora le risposte emotive e comportamentali; stimola il nervo vago, che regola la frequenza cardiaca e la respirazione.
Il canto aiuta i pazienti con malattia di Parkinson a migliorare le abilità respiratorie, l’articolazione del linguaggio e l’accordo pneumofonico, cioè la capacità di coordinare respirazione e fonazione. Il cambio di ritmo e tonalità delle canzoni migliora i tempi del discorso e l’intonazione.
Uno studio dell’Università Statale dell’Iowa evidenzia gli effetti benefici del canto su un piccolo gruppo di persone con malattia di Parkinson. I soggetti coinvolti hanno partecipato a una sessione di cantoterapia, con conseguente miglioramenti a livello fisico e psicologico: riduzione dei livelli di frequenza cardiaca, pressione sanguigna e cortisolo; attenuazione di ansia ed emozioni negative. Inoltre, si apprezza migliore controllo della respirazione e dell’eloquio, nonché la riduzione significativa di bradicinesia e tremori.
Canto corale e musicoterapia nel Parkinson: alcune realtà italiane
In Italia, esistono diverse associazioni di canto corale e musicoterapia per le persone con malattia di Parkinson. Queste attività permettono di migliorare le prestazioni vocali e l’interazione sociale.
“Gruppo Estense Parkinson” è un’associazione che promuove laboratori di canto e musicoterapia, nonché incontri di gruppo e attività formative destinati a pazienti, familiari e accompagnatori. “Pisa Parkinson” è un’organizzazione non profit che eroga periodicamente webinar e corsi di formazione per favorire la sensibilizzazione e la conoscenza della malattia.
L’Associazione Corale Gioconda è formata da persone con malattia di Parkinson coinvolte in svariate esibizioni corali e attività ricreative, sia a livello regionale che nazionale. L’associazione “Parkinson Padova” promuove progetti e cicli di incontri di cantoterapia, esibizioni corali e teatrali.
La malattia di Parkinson ha effetti invalidanti nella vita di una persona. Il canto e la musicoterapia aiutano a contrastarla, favorendo una migliore qualità di vita.



