La stanchezza cronica nel cancro o fatigue può essere contrastata con programmi di intervento, non farmacologici, da integrare alle cure oncologiche standard. Ciò è quanto dichiarato quest’anno dalla Società americana di Oncologia e da quella di Oncologia integrata. Entrambe sostengono che interventi come l’attività fisica, la Terapia Cognitivo Comportamentale, lo yoga, la mindfulness e il tai chi risultano particolarmente efficaci nel contrastare la fatigue nel cancro.
Stanchezza cronica nel cancro: cos’è la fatigue
Il termine fatigue deriva dall’inglese e vuol dire “astenia” o “stanchezza”. Si tratta di una manifestazione clinica tipica della sintomatologia causata dal tumore e può derivare da fattori fisici, emotivi o psicologici. La fatigue è molto diffusa tra i pazienti oncologici: coinvolge circa il 60% dei soggetti durante le cure e il 30% di coloro che le hanno terminate. Questa forma di stanchezza cronica ha un forte impatto sulla qualità di vita di chi ne soffre: riduce notevolmente l’energia fisica e mentale e rende difficoltose anche le più semplici attività quotidiane.

Stanchezza cronica nel cancro: la mindfulness per contrastare la fatigue (Credit: Marcus Aurelius, Pexels)
Attività fisica, mindfulness, tai chi, yoga e altre discipline: quale funziona di più?
Secondo le ultime raccomandazioni della Società americana di Oncologia o ASCO e quella per l’Oncologia integrata o SIO, gli approcci non farmacologici più efficaci contro la fatigue sono: l’attività fisica, la Terapia Cognitivo Comportamentale, praticare la mindfulness, lo yoga, il tai chi e altre discipline.
Tali raccomandazioni sono pubblicate sul Journal of Clinical Oncology e riuniscono 113 studi svolti tra il 2013 e il 2023. Queste ricerche coinvolgono pazienti oncologici tra i 40 e i 70 anni, con diversi stadi e tipologie di tumore. Il 36% del campione si compone di donne con tumore al seno, il 13% include pazienti con cancro avanzato o in fase di fine vita.
Gli approcci testati includono: l’esercizio fisico, la Terapia Cognitivo Comportamentale, la mindfulness, il tai chi, praticare il qigong, la psicoeducazione e assumere ginseng americano. Tali studi dimostrano l’efficacia di tali interventi nella gestione della fatigue, motivo per cui gli specialisti dovrebbero raccomandarli.
Nello specifico, la Terapia Cognitivo Comportamentale e la mindfulness sono utili per contrastare la stanchezza cronica di grado moderato-grave durante il follow up, ovvero il percorso di controlli periodici ed esami ai quali ci si sottopone quando si soffre di una determinata patologia.
Pratiche come lo yoga, la digitopressione e la moxibustione sono consigliate dopo aver terminato le terapie. Lo stesso vale per l’assunzione di ginseng americano e la psicoeducazione, cioè quella disciplina che aiuta le persone con malattie fisiche o mentali a prendere consapevolezza della propria condizione clinica. Questi ultimi due approcci risultano utili anche durante la fase di cura della malattia.

Stanchezza cronica nel cancro: l’efficacia del tai chi contro la fatigue (Credit: Hebert Santos, Pexels)
Avvertenze
ASCO e SIO specificano che tali raccomandazioni non rappresentano una guida completa e definitiva alle opzioni di trattamento per la stanchezza cronica nel cancro. Si tratta di suggerimenti “destinati all’uso volontario” e che devono essere “impiegati sulla base del giudizio professionale indipendente”. Le due società specificano che le loro indicazioni non equivalgono a uno “standard di cura”. Questo perché potrebbero non essere adatte a tutti i pazienti o a tutti gli stadi della malattia.

