Negli ultimi anni la lotta contro il cancro ha registrato notevoli progressi: grazie all’impiego di tecnologie rivoluzionarie, la ricerca per la cura dei tumori promette terapie più efficaci e meno invasive. Un’importante novità è rappresentata dalla viroterapia ovvero, dall’uso di virus geneticamente modificati per colpire e distruggere esclusivamente le cellule tumorali: si tratta di una tecnica che, ad oggi, ha trovato applicazione clinica solo nel trattamento del melanoma.

Anche se i risultati ottenuti finora sono limitati, l’impiego di virus nella cura dei tumori rappresenta per molti pazienti più che una speranza. Di cosa si tratta e quali tumori si possono realmente curare con i virus?

Virus modificati geneticamente per la cura dei tumori

La ricerca di nuove terapie per la cura dei tumori è sempre più indirizzata verso i virus oncolitici ovvero, modificati con tecniche di ingegneria genetica, affinché infettino solo le cellule malate, ignorando quelle sane. Il meccanismo è apparentemente semplice: dopo averla infettata, il virus si replica all’interno della cellula tumorale fino a causarne la distruzione attraverso un processo noto come oncolisi.

Uno degli esempi più noti è il talimogene laherparepvec, noto come T-VEC, approvato dalla Food and Drug Adminitration americana: come si evince dallo studio pubblicato sulla pagina ufficiale del National Cancer Institute, si tratta di una versione modificata del virus dell’ herpes simplex, risultato efficace nella cura del melanoma e, in grado di rilasciare una proteina chiamata GM-CSF che potenzia la risposta immunitaria.

Le sfide della viroterapia oncolitica nella cura dei tumori

Nonostante i promettenti sviluppi, la viroterapia deve affrontare alcune sfide tecniche e cliniche, tra cui:

  • virulenza e sicurezza: i virus devono essere abbastanza forti da distruggere le cellule tumorali, ma sufficientemente deboli da non danneggiare quelle sane. Se troppo deboli, perdono efficacia ma, se troppo aggressivi, possono causare effetti collaterali indesiderati.
  • risposta immunitaria: il sistema immunitario del paziente potrebbe neutralizzare il virus prima che raggiunga il tumore, riducendone l’efficacia della terapia. Per questo motivo la ricerca di nuove cure oncologiche è indirizzata verso un ingegnerizzazione del virus affinché non venga aggredito dal sistema immunitario.
  • applicazione limitata: attualmente, molti virus oncolitici funzionano solo per la cura di determinati tipi di tumore e la loro efficacia varia da paziente a paziente. La vera sfida è creare un virus versatile, in grado di funzionare con diversi tipi di tumore.

La ricerca in Europa: il progetto Oncolytic-Herpes

A livello europeo, un progetto particolarmente significativo è stato il programma Oncolytic – Herpes, terminato a febbraio del 2024. Il team di ricerca, guidato dalla Dottoressa Campadelli, si è prefissato l’obiettivo di sviluppare un prototipo di virus in grado di colpire i tumori HER2-positivi, comuni in mammella, ovaie e in altre parti del corpo.

I risultati hanno confermato la capacità dei virus oncolitici di distruggere solo le cellule tumorali e stimolare una potente risposta immunitaria; potenzialmente, questi virus potrebbero essere utilizzati nella cura dei tumori dello stomaco, del pancreas, dei polmoni e diversi tipi di carcinoma ma, è bene ricordare che si tratta di cure oncologiche sperimentali.

L’integrazione con la tecnologia mRNA

I ricercatori hanno osservato l’efficacia dell’integrazione della viroterapia con la tecnologia mRNA, usata nei vaccini contro il COVID-19: uno studio pubblicato su Nature nel maggio 2024, mostra che, combinando virus oncolitici con mRNA, si ottiene una risposta immunitaria più potente e specifica, aumentando le probabilità di successo terapeutico nella cura dei tumori.

Guardando al futuro, grazie all’Intelligenza Artificiale, potrebbe essere possibile identificare i virus più efficaci per ciascun paziente, aprendo la strada a una medicina sempre più personalizzata.

La viroterapia oncolitica, insieme alla tecnologia mRNA, rappresenta la nuova frontiera nella cura dei tumori. Sebbene ci siano ancora sfide da superare, i virus oncolitici potrebbero presto diventare uno strumento fondamentale per combattere il cancro, salvando milioni di persone e migliorando la qualità di vita dei pazienti.

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Heinrich Matt

Heinrich Matt

Sono laureato in Scienze politiche e delle relazioni internazionali, mi piace scrivere e frequento il corso di Giornalismo Costruttivo di BuoneNotizie.it. Appassionato di politica e filosofia, "odio gli indifferenti", mi esalto ascoltando Pericle e mi addormento con Foucault. Difendo l'indipendenza come forma di libertà, credo nel merito e nella cultura per arginare una dilagante mediocrazia.

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