Slovenia, via le frontiere.

di 19 Dicembre 2007Società

Le ruspe al valico di Rabuiese portano solo i colori della Slovenia. In Italia si pensa invece all’organizzazione della festa, quella che nella notte del 20 dicembre celebrerà la cadutaufficiale della frontiera. È il diverso approccio a un evento storico come l’ingresso nell’Europa di Schengen della vicina Repubblica. Il governo di Lubiana, infatti, sta facendo piazza pulita dei posti di blocco e ridistribuendo i poliziotti. Non solo al valico di Rabuiese, dove i lavori procedono speditamente, ma anche alla frontiera di Gorizia. In Italia invece al momento tutto tace.
Ieri dalla parte slovena alcune ruspe hanno rimosso parti di asfalto ormai usurate. Si sta preparando, in sostanza, il terreno alla futura integrazione del tratto autostradale della Lacotisce-Rabuiese con quello che conduce verso Capodistria. Da parte italiana, come già successe a suo tempo al valico italo-austriaco di Coccau, non c’è ancora un calendario dei lavori necessari alla demolizione delle guardiole. «Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione», dice Nerio Nesladek, il sindaco del Comune di Muggia che il 22 dicembre vedrà sul proprio territorio celebrata la festa dell’Unione europea, programmata al valico di Rabuiese. «Stanno buttando giù tutto, nei prossimi giorni asfalteranno – dice il sindaco Roberto Dipiazza – presentandosi così all’appuntamento senza quelle baracche come invece faremo noi (il governo di Lubiana ha stanziato 2 milioni di euro per gli interventi lungo i confini, ndr). I loro poliziotti sanno già dove andranno a prestare servizio, mentre per i nostri non c’è ancora una direttiva precisa». L’adeguamento delle attuali stazioni di frontiera, per fare fronte alle nuove esigenze del libero scorrimento del traffico, arriveranno per gradi da Roma. «I controlli vengono sospesi non annullati per sempre, per questo non è stato ancora programmato un calendario. Ho parlato nel pomeriggio con Dipiazza – dice
Ettore Rosato, sottosegretario agli Interni – mica adesso dobbiamo fare a gara con gli sloveni per chi è più rapido ad abbattere le casette?».
Presto anche le cabine italiane saranno smantellate, oppure riutilizzate come chiede il Comune di Muggia e hanno già deliberato i Comuni dell’Isontino, dopo lo smantellamento nella parte slovena del valico di Sant’Andrea. Guardiole che ospitano la polizia di frontiera che attende a breve una nuova destinazione. Sono già state stabilite invece le sorti dei circa ottanta poliziotti della Questura di Capodistria impegnati ai valichi. Saranno trasferiti ai posti di blocco tra Slovenia e Croazia. «Già la scorsa settimana – spiega Anita Leskovec, portavoce della questura di Capodistria – la nostra sezione della polizia criminale ha avuto un incontro con la Squadra mobile della questura di Trieste». È un primo passo verso l’applicazione dell’accordo bilaterale, sottoscritto nei mesi scorsi tra Italia e Slovenia, volto a rafforzare la cooperazione per contrastare l’immigrazione clandestina. Sono i primi passi verso una polizia trasfrontaliera, dove anche quelli che «possono sembrare dettagli banali – dice Mario Bo, dirigente della Squadra mobile di Trieste – diventano invece fondamentali». La polizia italiana e quella slovena, oltre allo scambio informatico dei dati, prima di tutto dovranno scambiarsi i numeri di telefono. «Ma anche conoscere i referenti di turno», aggiunge il dirigente della Squadra mobile.
La macchina organizzativa è quindi partita. La demolizione delle guardiole al confine arriverà in un secondo momento, mentre a Trieste la Provincia e la Regione sono impegnate ad organizzare le celebrazioni.
Le frontiere si allargano!

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