Ecco come il Web può cambiare il mondo

di 4 Maggio 2009Società

Non ci soffermeremo sulle potenzialità, a livello di informazione, partecipazione e democrazia reale, offerte dalla rete, di cui già tanto si è scritto; ma il libro citato, edito da Castelveccchi, deve essere segnalato per lo spirito di cambiamento in positivo e la segnalazione di buone pratiche nel mondo che lo anima.

La strutturazione dell’opera è interessante e immediatamente fruibile. Riporta un’idea al giorno, con tanto di indicazioni dettagliate sul sito dove trovare l’informazione e sulle finalità e l’utilità dell’idea proposta.
Le indicazioni sono le più disparate, spaziando dai diritti umani al social business, dallo sviluppo economico alla salute e all’ambiente.
Alcuni esempi: 22 marzo: raccogli la pioggia- progetta un sistema per raccogliere l’acqua piovana e utilizzarla- 3 agosto: riduci le miglia che i tuoi alimenti hanno fatto- 19 novembre: ferma la pornografia infantile.

Il libro è scritto in modo piacevole e accessibile, è ricco di informazioni non solo eticamente giuste ma anche insolite e divertenti, tutte accomunate da un denominatore comune: se applicate possono davvero creare circoli virtuosi di contagio positivo dell’idea, contribuire a formare altri gruppi di persone intenzionate a cambiare la prospettiva tradizionale di un mondo occupato solo a consumare.

Edward Norton è impegnato da oltre 40 anni come attivista per un mondo migliore, partendo dall’insegnamento dell’inglese agli immigrati e lavorando nel non-profit come organizzatore di reti e fund raiser. Oggi, afferma, è il tempo dell’everyday activism, “l’attivismo nella vita quotidiana” che esorta, appunto, ad essere ognuno di noi ideatori e realizzatori del cambiamento nell’ambito della nostra vita di ogni giorno.

Il cambiamento è pratica, non teoria e deve realizzare le idee, cosa che oggi è possibile fare. L’autore è inoltre convinto che, ai giorni nostri, per l’individuo sia più facile proporre cambiamenti partendo dalla messa in pratica di una propria individuale idea piuttosto che operando all’interno di strutture, politiche o ambientaliste, ormai troppo“prigioniere delle loro stesse prassi”.

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