I ricercatori dell’Università di Firenze hanno messo a punto un radar olografico a microonde in grado di intercettare le mine antiuomo nascoste nel suolo. Il nuovo prototipo (Rascan) è stato l’unico strumento selezionato tra i progetti innovativi ad alta utilità sociale che verranno presentati a Londra nel corso della Summer Scienze Exhibition 2010. Questo radar riesce ad ottenere immagini ad alta definizione di oggetti posti fino a 15 centimetri sotto la superficie. Permette quindi l’intercettazione delle mine anti uomo di ultima generazione, che hanno un involucro in plastica e possono sfuggire ai tradizionali metal detector.

Secondo quanto dichiarato a mezzo stampa da Lorenzo Capineri, docente di Elettronica all’Università di Firenze, il nuovo dispositivo potrà migliorare la prevenzione infortuni degli operatori addetti allo sminamento. In media si verifica un decesso ogni mille mine recuperate. Altri possibili impieghi sono previsti nel campo dell’edilizia, del legno e delle indagini sui beni culturali.

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Dai dati del Landines Monitor Report emerge un quadro preoccupante: nel mondo 100 milioni di mine ancora sotterrate, che provocano ogni anno circa 6000 incidenti. Solo nel 2006, mine e residui bellici hanno ferito e ucciso 5761 persone (il 34% bambini). Le aree dove si registra ancora un massiccio utilizzo delle mine antiuomo sono la Somalia, la Birmania, il Pakistan.

Nonostante la reticenza di alcuni Paesi nel ratificare il Trattato di Ottawa che vieta la produzione, l’uso e il commercio di mine antiuomo, i programmi di sminamento sono operativi nei Paesi usciti da recenti conflitti (Angola, Mozambico, Ex Jugoslavia) e nel 2006 i finanziamenti per le opere di bonifica hanno raggiunto il record di 475 milioni di dollari.

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Pasquale La Torre

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