Le donne conquistano sempre più l’azienda grazie alla legge Golfo-Mosca

di 23 Settembre 2020Novembre 25th, 2020Società
legge golfo-mosca

Continua l’ascesa delle donne in azienda grazie alla legge Golfo-Mosca. Le quote rosa conquistano sempre più spazio.

 

La legge Golfo-Mosca sulle quote rosa in azienda, approvata per la prima volta nel 2012, impone alle società quotate di riservare alle donne, e dunque al genere meno rappresentato, almeno un terzo dei posti previsti negli organi di governo. Dal 2011, anno in cui i board contavano il 5,7% di donne, si è verificato un vero e proprio cambio di tendenza. Oggi la quota rosa è salita al 36% per quanto riguarda gli incarichi di amministrazione e al 39% in quelli di controllo, secondo l’ultimo rapporto Consob sulla corporate governance [1].

Una presenza femminile negli organi sociali delle imprese che lascia ben sperare per una società giusta e paritaria. Sono, inoltre, 19 le società che sono sopra le quote di genere nel board (Banca Generali, Banco Bpm, Bper, Buzzi Unicem, Diasorin, Ferrari, Finecobank, Generali, Intesa Sanpaolo, Moncler, Poste Italiane, Prysmian, Salvatore Ferragamo, Stmicroelectronics, Telecom Italia, Terna, Ubi Banca, Unicredit e Unipol) e 6 quelle che hanno un presidente donna (Amplifon, Eni, Enel, Poste, Terna e Ubi Banca). Tra i dirigenti la presenza femminile è maggiore: le donne sono passate dal 11,9% al 17,6%, secondo i dati 2019 analizzati dal Corriere della Sera [2].

Un’altra buona notizia è il suo rinnovo avvenuto nel dicembre scorso nell’ambito del Decreto fiscale collegato alla Legge Bilancio.

Le top manager con riporto diretto al Ceo erano 46 prima della legge, oggi invece 71. Si parla di crescita ma pur sempre in percentuale marginale rispetto agli uomini. Una delle cause è il pregiudizio culturale afferma Marco Valerio Morelli, amministratore delegato di Mercer Italia.

Le imprese in cui sono presenti donne nei consigli di amministrazione – ha sottolineato il commissario Consob, Anna Genovese sembrano essere più sensibili ai temi della sostenibilità, presentano una migliore qualità della rivelazione sui temi non finanziari e prestano maggiore attenzione ai temi sociali, con riflessi positivi sui livelli di performance”.

E poi ha aggiunto: “Se non si è verificato quello che viene definito “effetto a cascata”, la legge ha portato altre conseguenze positive. L’età media dei consiglieri si è ridotta è aumentata la diversità in termini di profili professionali ed è cresciuta la presenza di amministratori laureati e con un titolo di studio post-laurea”.

A quanto pare, “le imprese in cui sono presenti donne nei consigli di amministrazione sembrano essere più sensibili ai temi della sostenibilità, presentano una migliore qualità della disclosure sui temi non finanziari e prestano maggiore attenzione ai temi sociali, con riflessi positivi sui livelli di performance” conclude Genovese.

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[1] fonte: Ansa

[2] fonte: indagine sulle quote rosa del Corriere della Sera

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