L’interazione tra Immuni e le altre app europee è realtà. Al via il sistema Ue di contact tracing

 

L’Unione europea punta sull’interazione tra le app di tracciamento dei contatti. «Così conteniamo il proliferare del virus» asserisce la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, confermando l’inserimento di Immuni nel sistema europeo di tracciamento. L’applicazione mobile italiana – realizzata dalla software house milanese Bending Spoons – è promossa dal Ministero della Salute e resa disponibile gratuitamente dal 15 giugno, grazie al Commissario straordinario Arcuri. Dopo iniziali indugi, il download dell’app è lievitato fino a raggiungere questo mese i 9 milioni di utenti (ancora pochi per poter far funzionare il programma di tracciamento nazionale).

Sono i negazionisti i primi a polemizzare su Immuni. Polemiche e dubbi sull’effettivo funzionamento dell’app o sulla garanzia di privacy che trovano risposta nella modalità Bluetooth Low Energy (BLE). Una modalità cioè programmata per non registrare posizione o dati sensibili dell’utente. Lo strumento di contact tracing è davvero efficace se scaricato da almeno la metà della popolazione nazionale, condizione non ancora raggiunta né in Italia né in altri Paesi europei. Il sistema europeo di tracciamento confida quindi nello spirito di unità e collaborazione di ogni cittadino e di ogni Paese Ue, di modo da usufruire al meglio delle app di contact tracing a nostra disposizione.

Il servizio gateway

Come informa la ministra dell’Innovazione Paola Pisano, il sistema europeo di tracciamento annunciato dalla Commissione Ue si avvale di un servizio gateway capace di rendere interoperabili un totale di 20 app tramite organismi decentralizzati e collegabili ad esso. Cosa che garantisce ai cittadini europei di poter utilizzare solo la app già scaricata su smartphone o tablet, senza dover richiedere il download di app diverse per ogni nazione. Il primo gruppo di app europee, collegate lo scorso 19 ottobre, riguarda Germania, Irlanda e Italia. Nei prossimi giorni sarà invece disponibile il collegamento con Spagna, Lettonia, Danimarca e Repubblica Ceca

Quali sono le altre app europee?

Anche le omologhe a Immuni, sparse in tutta Europa, sono poco efficaci per via dell’insufficiente numero di utenti attivi. Tuttavia, tra alti e bassi della curva di download, il vecchio continente vanta di più di una decina di app per il contact tracing.

Oltre alla già citata Immuni in Italia, abbiamo in Francia StopCovid lanciata dal governo francese a inizio giugno; in Germania la Corona-Warn-App; in Islanda la Rakning C-19 scaricata dal 40% della popolazione nel solo mese di giugno; la SwissCovid in Svizzera lanciata lo scorso maggio; la Smittestopp norvegese lanciata ad aprile e poi bloccata per problemi di privacy in fase di risoluzione; la Radar Covid in Spagna; la StayAway Covid in Portogallo; la Stopp Corona in Austria, la Apturi Covid in Lettonia basata su una tecnologia proposta dalla partnership tra Apple e Google; la NHS Covid-19 nel Regno Unito; in Danimarca la Smitte|stop; la eRouška in Repubblica Ceca e infine in Belgio la Coronalert lanciata lo scorso 30 settembre.

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