I ragazzi immaginano l’alimentazione, la scuola, la cultura e le città del futuro.

Il 27 marzo è stato presentato il Manifesto Next Generation You: un progetto con trenta proposte concrete, a basso costo e pensate dai giovani per il futuro post-Covid. Il Manifesto è stato divulgato in occasione del terzo Italian Youth Forum 2021 dall’Associazione italiana giovani Unesco (Aigu). L’Aigu promuove progetti, valori e priorità nel campo dell’educazione, della scienza, della cultura e della comunicazione attraverso la partecipazione dei giovani. L’Aigu fa parte della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.

Al Forum, in diretta streaming, hanno partecipato oltre 300 giovani da tutta Italia, istituzioni e imprese. I partecipanti si sono confrontati su scuola, alimentazione sostenibile, inclusione culturale e città. Il documento ufficiale è stato portato all’attenzione del Governo, grazie al confronto con i Ministri delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, e per le Politiche Giovanili, Fabiana Dadone. L’obiettivo è che il Manifesto sia di ispirazione e possa essere inserito nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). 

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Gli effetti del Covid pesano soprattutto sui giovani

I giovani hanno dimostrato un’ottima capacità di resilienza e voglia di pensare al futuro post-Covid, nonostante gli effetti della pandemia pesino soprattutto su di loro. In Italia, secondo i dati Istat, a febbraio 2021 il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni era del 31,6%. Secondo i dati Eurostat, tra dicembre 2019 e dicembre 2020 il dato sulla disoccupazione giovanile under 25  si è alzato di circa un punto percentuale (29,7% contro 28,4%).

giovani e futuro post-Covid

Disoccupazione giovanile destagionalizzata (sotto i 25 anni)

L’Istat, nel capitolo “Istruzione e formazione” del Rapporto sul benessere equo e sostenibile (BES), ha evidenziato che l’8% degli studenti di ogni ordine e grado non ha preso parte alla didattica a distanza. Questa percentuale sale al 23% tra gli alunni con disabilità. L’Istat ha rilevato che l’impatto della didattica a distanza ha inciso sulle disuguaglianze di opportunità e di competenze dei giovani. Anche l’abbandono scolastico potrebbe aumentare. L’indagine “I giovani ai tempi del Covid”, condotta da Ipsos per Save the Children, afferma che 34 mila ragazzi sono a rischio abbandono scolastico. Ma le ripercussioni del Covid hanno riguardato anche altri aspetti della vita, come lo stato d’animo o la capacità di socializzare.

giovani e futuro post-Covid

Indagine Ipsos “I giovani ai tempi del Covid”

“Spetta ai giovani definire il futuro post-Covid”

Le criticità emerse ci dicono che è necessario riflettere e porre i giovani come i propulsori del futuro post-Covid. “La pandemia ha creato una discontinuità importante in un momento cruciale della vita di un’intera generazione. La ripartenza riguarda dunque principalmente i giovani. L’idea positiva di futuro che l’Unione Europea e i singoli governi nazionali hanno inteso dare con il Recovery Plan, che ha al centro la sostenibilità, è uno stimolo per un impegno concreto. Spetta ai giovani definire la società che emergerà dal programma Next generation EU perché il progetto appartiene innanzitutto a loro”, dichiara il presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO Franco Bernabè.

I giovani italiani vogliono sentirsi protagonisti in prima persona del futuro del nostro Paese. E il Manifesto Next Generation You è un impegno concreto e congiunto di buone pratiche, idee progettuali e soluzioni operative.

Il Manifesto Next Generation You, le azioni concrete dei giovani per il futuro post-Covid

Le trenta proposte del Manifesto sono articolate in quattro aree tematiche: “Nutrire il futuro”, “La scuola di tutti”, “Sei la mia città”, “Il New Deal della cultura”.

I giovani pensano al futuro post-Covid partendo dalla scuola e immaginando insegnamenti per una cittadinanza globale, laboratori per le materie teoriche, filosofia negli istituti tecnici, maturità digitale. Le loro proposte includono anche l’educazione alimentare obbligatoria e lo psicologo a disposizione di studenti, genitori e docenti. A queste si aggiungono quelle sulla sostenibilità del sistema agroalimentare, come il servizio civile agricolo e l’utilizzo di prodotti sostenibili nelle mense scolastiche.

Per l’area tematica “Sei la mia città”, si legge nell’introduzione al Manifesto che “da contesti degradati di periferie, aree circoscritte, piccoli borghi da valorizzare e da problemi di accessibilità e mancata inclusività è possibile arrivare a una rinascita che può essere di tipo ambientale, economica e sociale”. Così, riconnettendo i tessuti urbani e i piccoli centri si migliora l’accesso ai servizi e la qualità della vita.

Sulla cultura i giovani hanno proposto attività di “terapia culturale” per il benessere, come l’ingresso gratuito per gli under 35 ai luoghi della cultura statali per almeno due anni. Ma anche indicatori statistici per misurare la vita culturale e l’assunzione a tempo indeterminato di giovani under 35 nei settori del patrimonio culturale della nazione.

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