Il coronavirus ha avuto un impatto positivo o negativo sul gioco d’azzardo?

Nel corso degli ultimi anni, anche grazie al web, tanti settori sono stati radicalmente modificati, come ad esempio quello del gioco e dell’intrattenimento, con il vero e proprio boom delle migliori app casino.

Negli anni precedenti la pandemia, come riporta l’edizione di settembre 2020 de Il Libro Blu a cura dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), il gioco d’azzardo era in aumento. 

Nel periodo di riferimento 2017-2019, tutte le dimensioni del settore del gioco – si legge nello stesso documento –  hanno registrato un trend crescente in termini di valore: +8,64 per cento per la raccolta, +10,08 per cento per le vincite, +2,42 per cento per la spesa e +10,68 per cento per l’erario”. 

Ma l’anno a seguire, il 2020, come si è comportato in ambito gioco d’azzardo? Il lockdown, avuto nei mesi da marzo a giugno, ha bloccato il trend crescente?

Durante il lockdown il gioco fisico subisce un calo

L’avvento del coronavirus e del lockdown ha fatto chiudere tutte le sale da gioco italiane e i casinò presenti sulla penisola. Questo fenomeno ha davvero dato uno stop alla crescita di cui parlavamo poco prima? Se il gioco fisico si è fermato, quello praticato su piattaforme on-line ha continuato a prosperare.

Secondo i dati riportati dall’ADM nel Libro Blu, il contributo all’erario da parte dei giochi d’azzardo nel 2019 è stato di 11,4 miliardi di euro. Wired riporta su uno dei suoi articoli pubblicati, che durante il primo semestre del 2020 il contributo sia stato invece di 4,2 miliardi in meno rispetto all’anno precedente.

“Quanti di questi 4,2 miliardi che mancano all’appello – scrive Wired – siano stati dirottati sul gioco on-line illegale che Wired ha raccontato grazie a una segnalazione anonima sulla piattaforma WiredLeaks, è impossibile dirlo”.

Dal gioco fisico a quello on-line

L’arresto che ha subìto il gioco fisico ha fatto riversare molti giocatori sulle piattaforme web. PokerStars, People’s Poker, 888 Casinò e altre sono state le piattaforme su cui, il più delle persone, hanno trovato sfogo durante il confinamento.

Nonostante ciò, La Repubblica fa presente che: “il gioco on-line invece passa dal 10% del periodo precedente la pandemia all’8% nel lockdown, per salire al 13% nel periodo di restrizioni parziali”.

Ciò significa che il gioco d’azzardo on-line durante il lockdown ha avuto un calo per poi aumentare subito dopo l’allentamento delle restrizioni.

Dopo il lockdown, il gioco riprende a gonfie vele

In seguito alle restrizioni impartite dallo Stato (il lockdown da marzo a giugno), le progressive riaperture hanno conseguentemente riacceso la miccia. Il gioco d’azzardo è tornato sulla scia crescente precedente allo scoppio della pandemia.

Come si è detto, infatti, il gioco on-line risulta esser passato dal 10% – prima dell’avvento del coronavirus – al 13%. Anche il gioco fisico, che ha subìto un calo tra il prima e il dopo della pandemia, in fin dei conti è risultato in aumento.

Questo significa che bisognerà far fronte al problema della ludopatia anche più di prima. Il gioco on-line durante il confinamento ha fatto cadere in tentazione tanti nuovi giocatori e, tra questi, anche molti minorenni. Il ché significa che molte più persone, soprattutto le persone considerate più deboli, rischiano la dipendenza dal gioco d’azzardo.

Come curare la dipendenza da gioco d’azzardo?

Prima di tutto bisogna ammettere a se stessi di avere un problema. Come riconoscerlo?

Per diagnosticare la ludopatia – afferma l’Istituto di Psicologia e Psichiatria Comportamentale e Cognitiva devono essere rilevate quattro (o più) delle seguenti condizioni entro un periodo di 12 mesi“:

  • giocare d’azzardo per ottenere eccitazione;
  • irritabilità e irrequietezza se si sospende il gioco;
  • sforzi per controllare, ridurre o smettere di giocare;
  • pensieri persistenti inerenti il gioco;
  • ricorrere al gioco quando ci si sente a disagio;
  • cercare di recuperare il denaro perso giocandone ancora;
  • dire bugie a se stessi e agli altri;
  • riscontrare problemi a causa del gioco nel lavoro o nello studio;
  • indebitarsi.

 

Dopodiché, bisogna affidarsi a uno specialista che aiuterà la persona che gioca d’azzardo a valutare l’entità del danno. In che modo? Attraverso un colloquio dove avverrà la somministrazione di alcuni test.

A seguito di ciò, le cure che possono essere applicate sono diverse: dalla terapia cognitiva e comportamentale, alla  terapia motivazionale e farmacologica.

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