I diritti umani sono diritti inalienabili per l’uomo. Il 10 dicembre 1948 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha sottoscritto la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo: un codice etico di importanza fondamentale, che definisce tutti i diritti di cui ogni essere umano può godere per la sola ragione di esistere.
Attualmente, dal mondo giungono ogni giorno notizie di violazioni dei diritti umani. Questo ha determinato l’attivazione di migliaia di organizzazioni finalizzate alla tutela di tali diritti. Amnesty International è un movimento globale che svolge attività di ricerca, mobilitazione, educazione e sensibilizzazione, di pressione sui governi e sugli attori non statali. L’organizzazione ha lo scopo di prevenire ed eliminare le gravi violazioni dei diritti umani.
Diritti umani e attualità: il report 2022-2023 di Amnesty International
Il report 2022-2023 di Amnesty International parla di come il conflitto in Ucraina abbia generato numerosi crimini di guerra e favorito una crisi energetica globale. Si evidenzia, inoltre, l’ipocrisia e i doppi standard degli Stati Occidentali.
Questi ultimi applicano le norme sui diritti umani solo in determinati casi e in base ai loro interessi. Gli Stati dell’Unione Europea hanno aperto le frontiere agli ucraini in fuga dalla guerra, dimostrando di poter accogliere migliaia di persone in cerca di salvezza. Tuttavia, le hanno chiuse a chi fuggiva dalla guerra e dalla repressione in Siria, Afghanistan e Libia.
Dal report emergono anche casi di brutale repressione del dissenso in tutto il mondo: in Russia i dissidenti sono stati portati in tribunale e molti organi di informazione sono stati chiusi per aver menzionato la guerra in Ucraina. In altri Paesi sono state approvate nuove leggi per ridurre al silenzio la diffusione di notizie e vietare ogni forma di protesta.
In rilievo la mancanza di rispetto dei diritti delle donne. A fine 2022, 26 Stati negli USA hanno approvato leggi per vietare o limitare l’accesso all’aborto. In Pakistan il Parlamento non ha approvato la legge sulla violenza domestica di cui si discuteva fin dal 2021.
Infine, il report evidenzia come l’azione globale degli Stati contro le minacce nei confronti dell’umanità risulti spesso inadeguata. Basti pensare, per esempio, a come il mondo continua a subire le conseguenze della pandemia da Covid-19, del cambiamento climatico, dei conflitti e degli shock economici.
Le istituzioni internazionali non sempre funzionano, l’attivismo sì
Il mancato rispetto dei diritti umani deriva spesso dal malfunzionamento delle istituzioni internazionali. Per favorire la protezione dei diritti dell’uomo bisogna rafforzare queste istituzioni e riformare il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. L’attivismo assume particolare importanza in tal senso, in quanto ha contribuito al raggiungimento di importanti risultati nel corso degli anni.
In Colombia, per esempio, l’attivismo per i diritti delle donne ha favorito la decriminalizzazione dell’aborto entro le prime 24 settimane di gravidanza. Dopo anni di battaglie, il Parlamento spagnolo ha approvato una legge che pone il consenso al centro della definizione giuridica di stupro, secondo il principio “Solo sì, significa sì”. Kazakistan e Nuova Guinea hanno abolito la pena di morte.
La Corte d’Appello del Sud Sudan ha annullato la sentenza capitale emessa nel 2017 nei confronti del giovane Magai Matiop Ngong, all’epoca quindicenne. Il ragazzo era stato condannato a morte per aver ucciso accidentalmente suo cugino. Nel prendere tale decisione, la Corte d’Appello ha ricordato che il diritto internazionale vieta l’applicazione della pena di morte verso chi è minorenne al momento del reato.
Dopo un periodo di caldo estremo, a luglio 2022 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che riconosce il diritto a un ambiente sano. Questo rappresenta un importante progresso nel campo della giustizia ambientale.



