Nel marzo di quest’anno, la Corte Penale Internazionale (CPI) è tornata alla ribalta grazie al mandato di cattura internazionale nei confronti di Putin. La camera preliminare ha emesso il mandato sulla base della richiesta del Procuratore della CPI. La Corte ha attivato la procedura che potrà portare al processo gli indagati accusati di crimini contro l’umanità, così come recita il suo Statuto. Dopo alcuni anni dalla sua nascita, è diventata uno vero strumento concreto e operativo per la difesa dei diritti umani anche durante i conflitti.

Cos’è la Corte Penale Internazionale CPI

La CPI è un Tribunale Internazionale permanente con sede all’Aja, che ha il compito di portare in giudizio gli individui riconosciuti responsabili dei più gravi reati internazionali come crimini di guerra e di aggressione, contro l’umanità e genocidio. Lo Statuto della Corte, stato stipulato a Roma il 17 luglio 1998 , è entrato in vigore il 1 Luglio 2002 dopo la ratifica del sessantesimo Stato aderente.  I Paesi che hanno aderito alla Corte sono 123, tra cui due dei cinque Stati membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu: Francia e Regno Unito. Alcuni Paesi, tra i quali Stati Uniti, Israele, Russia e Cina hanno firmato il trattato di costituzione della Corte, ma non l’hanno ancora ratificato.

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La composizione della Corte

La corte è composta da quattro organi: la Camera preliminare, la Camera di prima istanza, la Camera d’appello e il Procuratore. La Camera preliminare è responsabile di esaminare le richieste di autorizzazione all’arresto, il rinvio a giudizio e di condurre le indagini, mentre la Camera di prima istanza è responsabile di giudicare i casi e di emettere sentenze. Infine la Camera d’appello è responsabile di rivedere le sentenze della Camera di prima istanza. Invece il Procuratore può indagare autonomamente sui crimini internazionali gravi e chiedere al tribunale di autorizzare l’arresto e il rinvio a giudizio dei sospetti.

Quale è la sua giurisdizione e come si attiva

L’articolo 12 dello Statuto di Roma enuncia le precondizioni per l’esercizio della giurisdizione da parte della Corte Penale Internazionale. La CPI attiva la propria giurisdizione solamente nel caso in cui un presunto crimine di sua competenza sia stato commesso nel territorio o da un cittadino di uno Stato parte, ossia lo Stato che abbia ratificato lo Statuto e si consideri vincolato.

Nel corso degli ultimi anni, si sono apportate delle modifiche o eccezioni all’articolo 12, proprio per allargare e rendere più efficiente la sua giurisdizione. La prima prevede la possibilità per uno Stato non parte di accettare con apposita dichiarazione la competenza della Corte, come nel caso ucraino. Infatti, l’Ucraina ha accettato la giurisdizione della Corte dopo l’annessione russa della Crimea nel 2014. Inoltre dopo l’invasione della Russia, il procedimento di indagine è stato richiesto da 39 Stati membri della CPI. 

La seconda modifica dei meccanismi di attivazione della Corte prevede la possibilità per il Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite di deferire alla Corte  le situazioni nella quale appaiono essere stati commessi uno o più crimini gravi internazionali anche in assenza di qualunque altra connessione tra lo Stato in questione e questo organo.

Ultimamente nuovi meccanismi di attivazione della Corte includono il deferimento diretto ad opera di uno Stato o self-referral, ossia una denuncia fatta direttamente dallo Stato coinvolto. Infine l’attivazione può avvenire su iniziativa diretta del Procuratore, come nel caso del mandato di cattura internazionale per Putin.

I principali reati di cui si occupa la CPI

La sua giurisdizione si applica in particolare per quattro crimini principali: il genocidio, caratterizzato dal “preciso intento di distruggere in tutto o in parte un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso” e i crimini contro l’umanità, che includono tra l’altro la deportazione della popolazione. A questi si aggiungono i crimini di guerra e di aggressione, che consistono “nell’uso della forza armata da parte di uno Stato contro la sovranità, l’integrità o l’indipendenza di un altro Stato“. Il mandato di cattura internazionale per Putin riguarda proprio il crimine di deportazione illegale di popolazione e il trasferimento illegale di detta popolazione dalle aree occupate dell’Ucraina alla Federazione Russa.

In che modo differisce la CPI dalla Corte Internazionale di Giustizia

La Corte Internazionale di Giustizia è un organo delle Nazioni Unite e si occupa di dispute tra Stati, mentre la CPI non è un organo delle Nazioni Unite e può giudicare solo individui. Inoltre, quest’ultima subentrerà solo se i tribunali nazionali non abbiano la volontà o la possibilità  di perseguire il crimine stesso.

La Corte è un tribunale indipendente, il che significa che non è sottoposto al controllo di alcun governo o organizzazione internazionale. Come tribunale è imparziale e tratta tutti gli individui allo stesso modo, indipendentemente dalla loro nazionalità, razza, religione o sesso. La CPI ha ormai acquisito un ruolo importante e concreto come difensore delle vittime di crimini contro l’umanità durante i conflitti.

 

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Gloria Scacchia

Aspirante giornalista pubblicista, ho lavorato per la Farnesina e l’OSCE, mi interesso di  Diritti Umani, Geopolitica, Società, Cultura e Attualità. Scrivo per Buone Notizie.it e frequento il master e il laboratorio di giornalismo costruttivo

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