L’Unione Europea sta facendo significativi passi avanti nella protezione dei principi base dello Stato democratico ed in vista dell’allargamento può fare ancora di più: è quanto emerge dalla Relazione sullo Stato di diritto in Europa, pubblicata dalla Commissione a fine luglio.

Gli Stati membri hanno adottato ben due terzi delle raccomandazioni formulate dall’UE nel 2023 per combattere la corruzione, favorire la libertà dei media e la separazione dei poteri; il quadro dello Stato di diritto in Europa risulta, dunque, incoraggiante, pienamente condiviso ed in progressivo sviluppo.

Quali sono i progressi più significativi e perché difendere lo Stato di diritto è così importante?

Lo Stato di diritto: cos’è e perché è fondamentale difenderlo

Quando parliamo di “Stato di diritto” parliamo di un complesso di regole che ogni Stato si dà per tutelare al meglio i diritti fondamentali della persona e del cittadino e promuovere le libertà civili e politiche basilari della democrazia.

Garantire pari condizioni di legalità è fondamentale per le Istituzioni europee, perché agevola il corretto funzionamento del mercato interno e assicura a tutti i cittadini uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia “senza frontiere”.

Per questa ragione, ogni anno dal 2020, la Commissione redige la “Rule of Law Report”, una relazione sullo Stato di diritto in Europa, che monitora i progressi fatti e, soprattutto, raccomanda alcune riforme da compiere per assicurare la libertà di espressione, l’indipendenza della magistratura ed autorità anticorruzione libere e indipendenti.

I passi avanti fatti dagli Stati per queste libertà sono tanti.

La Relazione sullo Stato di dritto in Europa: risultati positivi per anticorruzione e libertà dei media

Partiamo dalla lotta alla corruzione: a luglio 2023 Ungheria, Grecia, Italia, Svezia e Austria hanno aggiornato le loro strategie nazionali anticorruzione conformandosi alle regole europee. Estonia, Bulgaria e Polonia procedono gradualmente alla predisposizione e indipendenza degli organismi di controllo della corruzione.

Sulla libertà di espressione riforme positive arrivano, ad esempio, da Spagna e Svezia che hanno scelto di potenziare l’autorità di regolamentazione dei media, mentre il Montenegro rafforza le regole sulla trasparenza dei fornitori di servizi audiovisivi. Nella Relazione sullo Stato di diritto arriva anche un plauso all’Austria per l’adozione di una legge pienamente garantista della libertà d’informazione.

Tanti anche gli sforzi per l’indipendenza della magistratura: Lussemburgo e Bulgaria hanno avviato riforme costituzionali per allineare al diritto europeo le regole sulla composizione degli organi della magistratura. Anche Polonia, Spagna e Slovacchia si avviano a modificare le norme che disciplinano la nomina dei giudici e il loro licenziamento e l’Irlanda ha ridotto l’influenza politica nella nomina e nella promozione dei giudici.

Quanto all’Italia, la Commissione registra notevoli miglioramenti nel reclutamento di magistrati e del personale amministrativo e loda la ritrovata cooperazione tra servizi di polizia, procure e autorità fiscali nella lotta alla corruzione. Preoccupa l’abolizione del reato di abuso d’ufficio e le ingerenze politiche nei finanziamenti dei media, ma si guarda con interesse alla riforma costituzionale volta a migliorare la stabilità di governo.

Le nuove sfide per la legalità nell’Unione europea

Se questi sono i risultati positivi, tanti Stati devono ancora attuare compiutamente le riforme europee per la legalità, e ciò vale in particolare per i quattro nuovi Stati candidati: Albania, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia, diversi per tradizione giuridica, in vista dell’allargamento dell’UE.

La Commissione li ha monitorati attentamente per la prima volta in questa Relazione sullo Stato di diritto ed ha sollecitato la Macedonia e l’Albania ad attuare fin da subito la normativa anticorruzione europea, il Montenegro a vigilare meglio sulla trasparenza dei dati dei fornitori di servizi audiovisivi e la Serbia a impegnarsi nel rafforzare l’indipendenza giudiziaria. In questo modo, il loro ingresso nell’UE potrà essere paritario sul piano dei diritti.

La Commissione guarda però oltre: vuole creare un collegamento più stretto tra la Relazione sullo Stato di diritto e i finanziamenti europei: solo indirizzando le risorse economiche nella lotta alla corruzione e nella protezione delle libertà fondamentali europee, potrà concretamente portare avanti il progetto di mercato unico in un contesto democratico robusto. In questo modo l’Unione potrà confrontarsi con altri Paesi mantenendo le proprie tradizioni giuridiche salde e soprattutto universalmente condivise, nell’interesse di tutti i cittadini europei.

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Antonio Mazzuca

Antonio Mazzuca

Dal 2007 sono redattore editoriale tecnico-giuridico esperto e formatore in materia di salute e sicurezza sul lavoro e tutela ambientale. Sono il coordinatore editoriale della Testata tecnica InSic.it e dal 2015 editore della testata culturale registrata Gufetto.press dedicata al mondo della cultura off per le quali scrivo news, articoli, recensioni, interviste e approfondimenti e svolgo formazione ai redattori sia per la parte critica che redazionale e per la scrittura in ottica SEO.

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