La creazione di una società in cui tutti possono partecipare attivamente e beneficiare equamente delle risorse e delle opportunità disponibili è un tema sempre più centrale nella nostra società. Oggigiorno l’inclusione sociale è un concetto ampio che si riferisce al sentirsi parte di un gruppo e di una comunità.
Significa avere le stesse opportunità di tutti gli altri, indipendentemente dalle proprie caratteristiche personali come etnia, religione, disabilità, orientamento sessuale e status socioeconomico. Grazie al sogno di Nico Acampora, fondatore di PizzAut Onlus, un innovativo modello di inclusione sociale, tutto questo passa attraverso la ristorazione, la pizza e l’autismo.
Premio Anima 2024: il Premio Speciale della XXIII edizione va a Nico Acampora, fondatore di PizzAut
Il Premio Anima, ideato da “Anima per il sociale nei valori d’impresa” nel 2001, la non profit promossa da Unindustria, è un riconoscimento attribuito ad autori e professionisti che si distinguono per il contributo alla crescita di una coscienza dell’etica, della solidarietà e della responsabilità sociale nell’opinione pubblica. Nell’edizione di quest’anno, la XXIII, riflettori puntati su solidarietà, inclusione sociale e sostenibilità.
Tra i vincitori nelle varie categorie cinema, giornalismo, fotografia, letteratura, musica e teatro, il Premio Speciale è andato a Nico Acampora. Il fondatore di PizzAut Onlus si è distinto per il suo impegno a favore dell’inclusione sociale grazie a un modello innovativo e rivoluzionario di ristorazione. Un laboratorio e uno spazio di integrazione e relazione che valorizza la diversità, offrendo percorsi formativi e opportunità lavorative a ragazzi e ragazze autistici.
Il progetto PizzAut: come nasce e come si è evoluto
Il sogno di creare un ristorante inclusivo nasce nel 2016 dall’idea di Nico Acampora. Un padre con un progetto straordinario, quello di offrire un futuro a suo figlio e a tanti ragazzi autistici. Il 19 novembre 2017 insieme a un gruppo di sognatori, inizialmente formato da soli genitori, si trasforma nell’associazione PizzAut Onlus. L’obiettivo è quello di sensibilizzare le Istituzioni e la società civile sul tema dell’occupabilità delle persone autistiche.
L’associazione muove i suoi primi passi e non si limita però a realizzare incontri e convegni, ma si pone l’ambizioso progetto dell’apertura della prima pizzeria italiana gestita da personale autistico. Grazie alla tenacia e alla passione, a un crowdfunding dall’endorsement di Kekko dei Modà e dell’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, riesce ad aprire, nel 2021, il primo ristorante a Cassina de’ Pecchi (MI). Da qui in poi, per il padre di PizzAut, un’onda calorosa e inarrestabile di riconoscimenti e nuovi progetti, tra cui essere stato nominato Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica dal Presidente Mattarella, nel 2022, e “Cittadino europeo dell’anno” dal Parlamento europeo, nel 2023.
L’apertura del secondo ristorante a Monza, nel 2023, e l’avvio del progetto street food cresciuto durante la pandemia. In questi giorni, infatti, è stato presentato il primo truck della flotta PizzAutobus. Una serie di ristoranti itineranti, che puntano a portare la “pizza più buona della galassia conosciuta”, e non solo, in ogni provincia italiana.
PizzAut: inclusione sociale, pizza e tanto tanto di più
Ma anche advocacy in scuole e università, ai concerti e in eventi pubblici, e tante tante opportunità per familiarizzare e rafforzare la gestione in autonomia del quotidiano dei ragazzi. Parallelamente alla ristorazione, infatti, l’associazione ha sviluppato l’AutAcademy, un vero e proprio corso di formazione che permette ai ragazzi di entrare nel mondo della pizza e in quello della ristorazione, nel rispetto dei loro tempi e capacità. E “Palestre di Autonomia Abitativa” con il quale aiutano le ragazze e i ragazzi autistici ad imparare a vivere da soli così che, un domani, non saranno costretti ad un destino in istituto.
Ma perché proprio la pizza? «La pizza è semplice e genuina, familiare e alla portata di tutti. La pizza permette di liberare la fantasia, è veloce ma è anche occasione di festa e di convivialità fra chi si vuole bene – afferma lo stesso Nico Acampora – È anche il prodotto italiano più esportato al mondo e obiettivo di PizzAut è riuscire ad esportare anche l’inclusione sociale delle persone autistiche».

