Intelligenza artificiale e intelligenza umana possono collaborare per migliorare la qualità di vita delle persone. Nel libro AI, ultima frontiera (ROI Edizioni, ottobre 2024), Emanuele Frontoni, docente di informatica all’Università di Macerata e Direttore scientifico del NemoLab presso l’Ospedale Niguarda di Milano, sostiene che intelligenza artificiale e umana, lungi dall’essere realtà inconciliabili, possono lavorare insieme al fine di raggiungere risultati più apprezzabili di quelli ottenibili singolarmente.
Nondimeno, a garanzia del primato del valore umano, l’IA generativa si sta anche strutturando su principi etici. Ricerca scientifica e filosofia stanno infatti già lavorando sinergicamente per costituire algoritmi capaci di operare nel rispetto delle necessità e dei valori umani.
Intelligenza umana, valore insostituibile
Gli investimenti nel campo dell’IA generativa sono aumentati di otto volte rispetto al 2022, raggiungendo i 25,2 miliardi di dollari. Tuttavia, questa tecnologia genera ancora qualche incertezza.
Secondo un sondaggio eseguito da Ipsos nel 2024, il 52% degli italiani si dichiara perplesso rispetto ai servizi offerti dall’IA generativa, strumento capace di produrre nuovi contenuti senza limitarsi alla semplice elaborazione o immagazzinamento di dati. La paura è che questi sistemi possano sfuggire al controllo delle persone ledendone privacy, diritti e autonomia.
Tra le sue attività, l’IA generativa può creare immagini realistiche di persone inesistenti (o esistenti ma in situazioni irreali, come nella foto in alto di Papa Francesco in Moncler), generare voci identiche a quelle reali, offrire soluzioni a problemi di ingegneria.
Riguardo al potenziale di questa risorsa cognitiva, però, Frontoni rassicura: “Non esistono sistemi di IA che auto-apprendono o auto-generano dati per migliorare le proprie capacità. Il mondo scientifico è cosciente di potenzialità e rischi e lo scenario evolutivo della cosiddetta IA generativa non è per nulla fuori controllo”.
Sebbene questo tipo di intelligenza superi gli esseri umani in compiti quali classificazione delle immagini, ragionamento visivo e capacità di comprendere lingue differenti, non potrà mai sostituirsi all’uomo in quanto a creatività, intuizione, pensiero critico e intelligenza emotiva.
L’IA generativa a favore dell’uomo: le applicazioni pratiche
L’applicazione dell’IA generativa ha già prodotto risultati apprezzabili in diversi campi come sanità, finanza, industria manifatturiera e ricerca scientifica.
Nel settore della moda, per esempio, questa tecnologia è in grado di analizzare grandi volumi di dati, fornendo ai designer anticipazioni sulle prossime tendenze e sui comportamenti dei consumatori.
In campo sanitario, l’intelligenza artificiale generativa è capace di leggere gli elettrocardiogrammi con precisione prevenendo malattie cardiache, nonché di analizzare i sottili cambiamenti della voce nel tempo, identificando i primi segnali di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer o di altri disturbi prima che siano clinicamente evidenti.
A tal riguardo, un progetto italiano promettente è “Voice of purpose”. Si tratta di una “libreria di voci, archivi digitali progettati per preservare e replicare la voce di un individuo”, spiega l’autore. Tutti possono accedere per donare la propria voce, che sarà resa disponibile a persone affette da malattie quali sclerosi laterale amiotrofica (SLA), o cancro alla gola.
In futuro, sottolinea Frontoni, la cooperazione tra IA generativa e intelligenza umana sarà una realtà promettente in termini di produttività ed efficienza. Ciò si tradurrà, per esempio, nella creazione di team ibridi uomo-macchina: “Un approccio innovativo è rappresentato dagli human-autonomous teams, dove agenti IA autonomi collaborano con gli esseri umani in ambienti complessi, come le operazioni di ricerca e soccorso o l’esplorazione spaziale”.
IA generativa: gli algoritmi abbracciano l’etica
Per tutelare diritti e valori umani (qui un nostro articolo sull’AI Act), filosofia e tecnologia stanno già collaborando allo sviluppo di un’intelligenza artificiale generativa etica. Lo scopo è applicare principi filosofici, come il primato della dignità umana, a questioni tecnologiche, quali equità algoritmica, privacy dei dati e autonomia umana.
Ciò ha condotto alla nascita di nuovi approcci, come l’IA value-aligned e l’etica computazionale. Scopo di questi campi è incorporare valori etici direttamente nell’architettura dei sistemi di IA, traducendo principi filosofici in vincoli algoritmici.
La ricerca si sta impegnando anche per identificare possibili bias interni ai sistemi di AI, al fine di mitigare e quantificare discriminazioni o pregiudizi indesiderati nei sistemi di apprendimento automatico.
Frontoni incoraggia a uno sguardo positivo verso l’intelligenza artificiale. Se usata consapevolmente, questa tecnologia può ampliare le capacità umane, spingendo “più avanti i confini del possibile”.

