Viviamo in un’epoca in cui la salute e il benessere della collettività sono sempre più centrali. Una delle questioni che ha suscitato grande interesse negli ultimi decenni è l’impatto del fumo passivo sulla salute delle persone. In questo contesto, le città che adottano politiche smoke-free, ovvero che vietano il fumo in spazi pubblici e all’aperto, stanno emergendo come esempi di progresso e attenzione verso il benessere dei propri cittadini.
L’approccio di Milano alle politiche anti-fumo rappresenta una tendenza più ampia verso città più sane e sostenibili. Dal 1° gennaio 2025 infatti la metropoli lombarda ha introdotto un divieto totale di fumo negli spazi pubblici, trasformandosi in una delle prime città italiane a promuovere una politica smoke-free. Scopri quali sono le altre città che si ispirano a questa proposta e quali sono i vantaggi per i cittadini e l’ambiente.
Le nuove regole sul fumo nella città di Milano
La decisione presa dal Comune di Milano rappresenta un passo avanti significativo per la salute pubblica e la lotta contro l’inquinamento urbano. Il nuovo divieto si estende a tutte le aree pubbliche, incluse strade e parchi, rendendo, di fatto, complesso fumare all’aperto senza rispettare la distanza minima di 10 metri da altre persone. Restano, per ora, escluse dal regolamento le sigarette elettroniche e i dispositivi a tabacco riscaldato, anche se è attesa una regolamentazione specifica in merito.
La città aveva già adottato misure restrittive sul fumo negli anni precedenti, vietandolo in prossimità di fermate dei mezzi pubblici, parchi giochi e aree ricreative. Tuttavia, l’efficacia delle sanzioni è stata limitata: nei primi tre anni di applicazione sono state emesse poche multe, sottolineando la necessità di maggiori controlli. Con l’inasprimento delle regole nel 2025, le autorità locali mirano a garantire una migliore osservanza, attraverso un incremento delle sanzioni amministrative già esistenti, che variano tra i 40 e i 240 euro.
Le altre città italiane virtuose
Già Torino aveva introdotto nel 2024 alcune restrizioni al fumo negli spazi aperti. Il consiglio comunale aveva così vietato il fumo a meno di 5 metri da altre persone senza il loro consenso e in presenza di minori o donne in gravidanza. La normativa include sigarette tradizionali, sigari, pipe, tabacco riscaldato e sigarette elettroniche. La proposta legislativa si inserisce in una tendenza nazionale. Altre città italiane infatti si sono mosse e si stanno muovendo nella stessa direzione: limitare il fumo negli spazi pubblici, con l’obiettivo di proteggere la salute dei cittadini e migliorare la qualità dell’aria.
A Viterbo, per esempio, nel febbraio 2025, il parco “Chiara Lubich” è diventato il primo spazio smoke-free della città, grazie alla collaborazione tra il Comune e l’associazione “Kiss against cancer”. L’iniziativa punta a sensibilizzare la popolazione sui rischi del fumo, con pannelli informativi che incoraggiano a smettere. Anche Grado ha annunciato per l’estate 2025 un’ampia politica antifumo sulle sue spiagge, garantendo un ambiente più salubre per i turisti e i residenti. In Veneto, già dal 2022, diversi comuni come Campolongo Maggiore, Chioggia, Mira e Mirano avevano aderito a un manifesto per vietare il fumo in parchi, aree verdi, fermate del trasporto pubblico e spazi vicino alle scuole.
Un vento che dal nord arriva anche verso sud, con la sindaca di Campobasso che si dice favorevole ad applicare anche nella sua città la politica milanese contro il fumo nei luoghi pubblici. Queste iniziative dimostrano una crescente sensibilità delle amministrazioni locali nel promuovere stili di vita più sani e un ambiente urbano più pulito. Favorendo spazi pubblici liberi dal fumo e più vivibili per tutti.
Vantaggi previsti e impatto ambientale
A livello europeo, Barcellona è un esempio di città che ha adottato politiche simili, vietando il fumo in molte zone pubbliche, tra cui spiagge e parchi. La città ha visto un miglioramento nella qualità dell’aria e una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini riguardo ai pericoli del fumo. Altre città europee che hanno implementato politiche smoke-free sono Londra, che ha esteso il divieto a parchi e spazi aperti, e Amsterdam. Qui, i divieti di fumo sono stati introdotti in molte aree pubbliche per tutelare la salute dei cittadini e migliorare l’appeal della città come destinazione turistica eco-compatibile.
Nel complesso, vivere in una città smoke-free comporta numerosi vantaggi sia per la salute individuale che collettiva. Innanzitutto, il divieto di fumo all’aperto e in luoghi pubblici riduce significativamente l’esposizione al fumo passivo, un fattore di rischio noto per malattie cardiovascolari, respiratorie e per il cancro. Oltre a proteggere la salute pubblica, queste restrizioni possono aiutare a combattere l’inquinamento (ne abbiamo parlato qui).
I filtri delle sigarette, infatti, rientrano tra i rifiuti di plastica monouso più comuni sulle spiagge italiane. Con conseguenze dannose per l’ecosistema e la fauna marina. Secondo la campagna Marevivo, circa il 64% delle sigarette consumate nei luoghi pubblici all’aperto viene abbandonato a terra. Vietare il fumo nelle strade, nei parchi e nelle altre aree pubbliche potrebbe quindi contribuire a ridurre la dispersione di mozziconi e il loro impatto ambientale.
I vantaggi di vivere in una città smoke-free vanno oltre la semplice protezione dalla salute fisica. Queste politiche promuovono una maggiore consapevolezza sociale riguardo al benessere collettivo e alla sostenibilità. E, contemporaneamente, migliorano l’immagine delle città che le adottano. Con il continuo impegno delle amministrazioni locali e dei cittadini, queste iniziative contribuiranno a creare ambienti urbani più salubri, più sostenibili e più vivibili per tutti.
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