Tradizione amatissima da grandi e piccini, quella dello scambio di uova pasquali di cioccolato, oggi rischia, nella società dello spreco, di diventare più che auspicio di fertilità, un preoccupante emblema del “materiale che la natura si è dimenticata di creare”: ovvero la plastica. E sì, perché le uova di cioccolato che ogni anno si comprano per i piccoli (e che i grandi non disdegnano affatto), di plastica ne contengono, eccome: la carta che le avvolge, il piedino che le sostiene e soprattutto (nella maggior parte dei casi), le sorprese all’interno dell’uovo stesso.

Si stima – ad esempio – che nella sola Gran Bretagna, ogni anno, le uova di Pasqua producano all’incirca 3.000 tonnellate di rifiuti. E se, ogni anno, aumenta il numero degli ecologisti che festeggia la Pasqua decorando (con prodotti naturali) e consumando le più tradizionali uova di gallina, rimangono comunque numerosi gli affezionati del cacao, che da oggi, grazie all’impegno di aziende leader nel settore dolciario, potranno sentirsi più liberi dai “sensi di colpa ecologici”.

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Qualche giorno fa infatti, la Nestlé UK & Ireland ha reso noto che, per la Pasqua 2012, uilizzerà vaschette di cartone certificate dal Forest Stewardship Council per confezionare le tradizionali uova di cioccolato. L’azienda ha fatto sapere che, in generale, verrà ridotto del 30% l’uso di plastica nelle confezioni.

Questa iniziativa non è una novità per Nestlé che, secondo quanto afferma David Rennie – managing director di Nestlé Confectionery UK & Ireland – “sin dall’inizio degli anni Novanta, abbiamo ridotto il peso del packaging all’interno di un programma globale di riduzione delle materie prime, eliminando il packaging accessorio o riducendolo, senza intaccare la qualità dei prodotti”. 

Nel2011, la Nestlé aveva rimosso oltre 100 tonnellate di plastica da tutta la gamma dei prodotti dolciari (nella foto sotto, un esempio di eccessivo packaging in plastica). E  già nel 2009, insieme ad altri produttori britannici di uova di Pasqua, l’azienda si era impegnata a ridurre del 25% l’imballaggio utilizzato per confezionare uova, nell’ambito dell’accordo siglato con il “Waste and Resources Action Programme” (WRAP).

Le oltre 700 tonnellate che verranno risparmiate per le confezioni della Pasqua 2012 sono, quindi, un’ulteriore passo avanti in questa direzione. Come ha dichiarato Helen Bingham – direttrice della campagna “Teniamo l’Inghilterra pulita”-, “le azioni compiute dall’azienda Nestlé per diventare la prima multinazionale dolciaria a creare confezioni di uova di Pasqua interamente riciclabili, è una grande conquista per l’intero settore dolciario e, a questo punto, possiamo solo sperare che siano molti a seguire il loro esempio”.

Ce lo auguriamo tutti. Anche se, rimane il sentore che, l’assenza di un “senso di colpa ecologico”, possa in qualche modo rendere più dolce la tentazione di cedere ad un assaggio di cioccolato in più, vanificando, in un solo morso, tutti quegli sforzi e sacrifici compiuti in previsione dell’imminente sopraggiungere dell’estate.

Buona Pasqua a tutti.

 

 

 

 

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Valentina Marchioni

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