Il PM10 è una polvere così sottile che ad occhio nudo è impossibile vederla. Si tratta di uno dei più pericolosi inquinanti che rendono malsana l’aria che respiriamo. Nel 2021 quasi tutta la popolazione mondiale, il 99% per la precisione, è stata esposta a livelli di inquinamento atmosferico che aumentano in maniera esponenziale il rischio di malattie respiratorie e cardiovascolari, come sostiene l’OMS.[1]

Nel corso degli ultimi decenni, la qualità generale dell’aria è migliorata. Ciò non vale per la concentrazione di PM10 e PM2,5. Tendenze confermate dal Rapporto 2021 Mal’aria di Legambiente che riporta gli ultimi dati legati alla mortalità prematura dovuta all’inquinamento atmosferico, che indicano come ogni anno nel nostro Paese siano oltre 50mila le morti premature dovute all’esposizione eccessiva ad inquinanti atmosferici.

PM10, la situazione italiana

La Pianura Padana è la più colpita. A causa della sua conformazione orografica e delle condizioni climatiche, è caratterizzata da un ristagno del PM10 e di altri inquinanti negli strati bassi dell’atmosfera. Oltre alle cause naturali, la densità abitativa e la massiva attività industriale (in quest’area si produce oltre il 50% del PIL nazionale) contribuiscono al peggioramento della situazione.

L’area del Bacino Padano (assieme ad altre zone del centro-sud Italia) è caratterizzata da frequenti superamenti dei valori limite stabiliti dall’Unione Europea. I dati sono di nuovo confermati dal Rapporto 2021 Mal’aria di Legambiente, secondo il quale nel 2020, sono 35 le città capoluogo di provincia che hanno superato almeno con una centralina la soglia dei 35 giorni con una media giornaliera superiore ai 50 microgrammi/metro cubo prevista per le polveri sottili (PM10).

Come limitare i livelli di concentrazione di PM10 e PM2.5?

Tre gli ambiti di intervento che prenderemo in considerazione.

1. Nuova mobilità urbana e riduzione delle emissioni

Ripensare la mobilità urbana significa incentivare e rendere efficienti forme alternative di movimento (trasporto pubblico, car-pooling, bicicletta, a piedi, in monopattino). In tal senso è essenziale la creazione un contesto che agevoli questo tipo di mobilità. Puntando ad esempio sulla progettazione di città ciclopedonali, riducendo la superficie dei parcheggi nelle zone centrali, aumentando il parco dei bus elettrici. E ancora, finanziando piani di spo­stamento casa lavoro e casa scuola e investendo nella sicurezza delle strade e nei raccordi ciclabili.

Per tutto ciò che concerne la mobilità automobilistica, il focus è sulla riduzione delle emissioni per km di strada percorso, attraverso l’impiego di veicoli e di carburanti più puliti, e su controlli periodici delle emissioni degli scarichi delle automobili.

bike sharing mobilità sostenibile per mitigare inquinamento aria da PM10

2. Riqualificazione energetica ed energie rinnovabili

L’obiettivo da raggiungere è quello del patrimonio edilizio ad emissioni zero, con un sistema energetico urbano alimentato al 100% da fonti rinnovabili. Rivestono un ruolo primario gli incentivi alla rottamazione delle stufe obsolete (elevata emissione di PM10) e degli impianti di riscaldamento e condizionamento.
In tutto il Paese e nella zona della Pianura Padana in primis, è necessario investire sulla sensibilizzazione dell’uso e manutenzione corretti degli impianti di riscaldamento (stufe, caminetti…).
In una città che consuma meno e meglio, il divieto di combustione all’aperto di biomasse e/o rifiuti diventa uno dei punti fermi per le politiche di abbattimento del PM10.

3. Città: urge il verde urbano

Secondo l’ONU, più della metà della popolazione mondiale vive nelle città e, entro il 2050, si prevede che la cifra potrà salire a 6,5 miliardi di persone.

Risulta evidente che le città debbano divenire urgentemente il fulcro di azioni organiche di rinverdimento atte soprattutto a risanare l’aria che respiriamo.

Tetti verdi per la riduzione del PM10, causa dell'inquinamento atmosferico

Tra i molteplici meccanismi di rimozione degli inquinanti (PM10 in primis), quelli derivanti dall’implementazione del verde urbano, non appaiono ancora sufficientemente valorizzati.

Le foglie delle piante hanno la capacità di trattenere il particolato sottile (PM2,5 e PM10) ed assorbire i gas inquinanti. Sono ormai numerosi gli studi scientifici, anche recenti, che supportano tale assunto.
Importanti interventi di mitigazione delle concentrazioni di PM10 nei contesti urbani riguardano le piantumazioni di alberi (prediligendo sempreverdi in quanto i maggiori livelli di PM10 si hanno di inverno) e la realizzazione di green wall (pareti verdi) e green roof (tetti verdi), maggiormente idonee in ambiente cittadino e canyon urbani.

Best practice in atto. Vediamone alcune

Qualcosa si muove nella giusta direzione e alcune città si stanno impegnando nell’implementazione di azioni volte a diminuire le concentrazioni di PM10 e altri inquinanti. Vediamo tre best practice in atto nei tre ambiti affrontati sopra.

1. L’approccio “città dei 15 minuti” di Parigi. Città comuni e quartieri vivibili in 15 minuti dove tutti i servizi essenziali sono raggiungibili a piedi in un quarto d’ora. Luoghi in cui il ritmo della vita sia in armonia con quello degli esseri umani.
Auspichiamo che tale modello non si trasformi in una chiusura/auto-limitazione spaziale e temporale e che la città venga pensata in maniera solidale senza trascurare categorie sociali e strutturando mobilità e collegamenti extraurbani in maniera efficiente e realmente migliorativa.
A Copenaghen, c’è il quartiere “5 minutes to everything”, dove ogni servizio è raggiungibile in bici; a Barcellona ci sono i “superblocks”, quartieri autonomi connessi tra loro con traffico limitato.

2. Il progetto europeo PREPAIR (Po Regions Engaged to Policies of AIR – 2017/2024) mira a realizzare azioni nel bacino padano e in Slovenia per migliorare la qualità dell’aria. Molteplici progetti hanno preso vita in diversi settori, dalla combustione delle biomasse, al trasporto di merci e passeggeri, all’agricoltura, l’industria e l’energia.
In ambito di biomasse, tra le diverse azioni, ha un’importante rilevanza la sensibilizzazione sulle corrette modalità di combustione della biomassa legnosa.

3. A Milano il progetto di rinverdimento urbano Forestami ha preso il via con l’obiettivo di piantare 3 milioni di alberi entro il 2030 e arrivare ad una copertura di verde della superficie urbana del 20% (attualmente è limitatissima con una percentuale di circa l’11%), alla pari di altre aree urbane avanzate.

Il PM10 si vince con strategie condivise e coraggiose

Fondamentale è l’adozione di un approccio integrato per sviluppare una strategia d’azione strutturale di mitigazione al PM10. Pianificazioni e azioni attuate su scala locale non sono sufficienti: occorre agire in maniera decisa e con obiettivi condivisi di lungo termine. E serve farlo ora.

Molteplici sono le azioni da poter introdurre per affrontare con successo il problema dell’inquinamento dell’aria da PM10. Oltre a quelle già citate, fondamentale è anche una revisione delle pratiche in ambito agricolo e piani di educazione e sensibilizzazione per stimolare l’adozione di stili di vita consapevoli.

Un incontro e confronto tra azioni top down (decisioni politiche) e bottom up (partecipazione attiva della cittadinanza) faciliterà lo sviluppo di una cultura generativa e compartecipata della vita urbana.

Leggi anche:

Le città del futuro: alberi e spazi verdi

Economia sostenibile: Lahti, la città più green del 2021 è finlandese

Città green in Italia: le migliori pratiche per Legambiente

[1] I dati di inquinamento dell’aria secondo l’OMS

L’informazione può essere pericolosa

Per questo al giornalismo della paura, preferiamo quello delle soluzioni.