La mobilità sostenibile e il turismo di lusso nel 2023 daranno vita al Treno della Dolce Vita. Il gruppo francese Accor con Arsenale spa e Ferrovie dello Stato permetteranno il connubio tra due leggende nell’iconografia mondiale: l’Orient Express e la Dolce Vita. Questa rappresenta senza dubbio la ciliegina sulla torta della mobilità sostenibile che nel nostro Bel Paese sta sempre più progredendo.

Un lento viaggio attraverso le meraviglie d’Italia

Il turismo italiano del lusso potrà contare dal 2023 sul Treno della Dolce Vita. Cinque treni da dieci carrozze l’uno che percorreranno 14 regioni italiane, toccando un totale di 128 città tra cui Spalato, Parigi e Instanbul. Percorrerà oltre 16mila km dei quali 7mila non elettrificati e gli organizzatori prevedono oltre 74mila passeggeri nei primi anni di vita. Ci saranno itinerari che toccheranno tour tematici al Nord, al centro e al Sud dell’Italia. Roma sarà il cuore del progetto, dove tra l’altro verrà aperto nel 2024 l’Hotel Orient Express Minerva, nel seicentesco ex Palazzo Fonseca.

Il mezzo rappresenterà un esempio di lusso anche nella mobilità sostenibile e innovativa, senza però dimenticare il fascino delle migliori tradizioni. Un ambiente di design all’interno del quale si potranno degustare eccellenti piatti italiani e internazionali preparati dai migliori chef. Il Made in Italy sarà la base di questa esperienza di viaggio slow e sostenibile.

I numeri della mobilità sostenibile italiana

Stando ai dati del quindicesimo rapporto di Euromobility, la città più “eco-mobile” d’Italia è Firenze, seguita da Milano e Torino. In generale però è tutta la penisola ad avanzare verso una mobilità più sostenibile. Infatti la motorizzazione delle autovetture sale a 60,5 automobili ogni 100 abitanti e di pari passo salgono gli impianti a basso impatto ambientale. Metano, GPL, elettrico e ibrido salgono all’11,30%, rispetto al 10,47 del 2019 (ultima rivelazione). L’auto ibrida raggiunge l’1,50% (0,95% nel 2019) e le auto elettriche raggiungono lo 0,164%, dallo 0,073 di due anni fa, risultano quindi più che raddoppiate.

Auto elettrica in carica.

All’interno della mobilità sostenibile degni di nota sono anche gli aumenti in varie città del car, scooter, monopattini e bike sharing, oltre alle aree pedonali urbane e le corsie ciclabili. Interessante dato che si evidenzia sempre dall’Osservatorio mobilità sostenibile in Italia è l’indice di incidentalità. Sceso dai 4,34 incidenti ogni mille abitanti del 2019 ai 2,99 odierni. Meno incidenti, ma più pericolosi, infatti l’indice di mortalità è leggermente salito passando dallo 0,95 (morti ogni 100 incidenti) all’1,09.

Anche l’Eurostat certifica la mobilità sostenibile italiana

Nel 2019 la metà delle autovetture nell’Unione Europea aveva un motore a benzina. I Paesi Bassi hanno registrato la percentuale più alta di auto a benzina (83,3%), seguiti da Cipro (79,9%), Finlandia (73,3%) e Danimarca (68,4%). L’alimentazione a diesel più alta è stata registrata in Lituania (55,7%), Francia (63,2%), Lettonia (61,5%) e Lussemburgo (55,7%). Il contributo più significativo registrato per quanto inerente i carburanti alternativi lo danno Polonia (16,1%), Italia (9%), Lituania (7,7%) e Lettonia (6,7%).

Il sostenibile che avanza

Risulta quindi evidente che l’Italia si sta muovendo nella giusta direzione, ma la mobilità sostenibile si evolve a macchia di leopardo sul territorio. Il Nord che traina e il Centro-Sud che segue. Colmare questo gap sarà uno dei temi centrali per il potenziamento delle politiche di transizione energetica.

La graduale demotorizzazione dei trasporti, sviluppo di mezzi ecologici pubblici e il passaggio all’ibrido/elettrico potranno senza dubbio aiutare nella realizzazione dei Piani Urbani per la Mobilità Sostenibile (Pums). Si tratta del piano strategico volto a migliorare la qualità della vita nelle città e nei loro dintorni, ridefinendo tutti i modi e le forme di trasporto presenti sul territorio nazionale.

La mobilità sostenibile corre sui binari

Ferrovie della Stato è una delle aziende strategiche più attente agli investimenti per lo sviluppo infrastrutturale e crescente sostenibilità. Infatti, stando al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), saranno destinati oltre 28 miliardi di euro alle infrastrutture ferroviarie. Il futuro della mobilità sostenibile passerà anche dai treni, mezzo di trasporto che negli ultimi anni è in crescente ripresa non solo in Italia, ma in tutto il Vecchio Continente.

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