È esplosa la tendenza dei  prodotti vegetali o plant based soprattutto tra gli under 35. A sostenerlo è il primo studio italiano sugli alimenti vegetali condotto da Bva-Doxa per il Gruppo Prodotti a base vegetale di Unione Italiana Food, la più grande Associazione di rappresentanza diretta di categorie merceologiche nel settore alimentare in Italia e in Europa.

Secondo la Bva-Doxa sono ormai 22 milioni i consumatori italiani che scelgono le proteine vegetali, e non solo per la curiosità, infatti, il 54% li riacquista e di questi il 21%  lo fa abitualmente mentre il restante 33% solo occasionalmente.

Alimenti plant based: cosa sono?

I prodotti plant based sono alimenti che hanno come ingredienti non solo frutta e verdura, ma anche noci, semi, oli, cereali integrali e legumi. Questi prodotti offrono un’ampia varietà di scelta e possiamo trovarli distribuiti in diverse categorie merceologiche: dai secondi, ai contorni, alle salse e ai dolci e alle bevande.

Secondo DBoxa e Unione Italiana Food, i prodotti come burger, cotolette, polpette e nuggets ottengono la preferenza dei consumatori conquistando il 57% del campione totale. Al secondo posto, acquistate dal 47%,  troviamo le bevande base di soia, riso, avena, mandorla o cocco; seguono i gelati con il 25%, i dolciumi, apprezzati soprattutto dagli under 35, con il 22% e, infine, i  prodotti al cucchiaio con fermenti lattici con il 20%

Una scelta per la salute che non penalizza il gusto

Negli ultimi 5 anni, gli italiani hanno cambiato la propria alimentazione come confermato da 6 intervistati su 10 dichiarano, una percentuale che sale al 66% fra gli under 35. Ben 4 persone su 10 hanno aumentato il consumo di frutta e verdura, mentre il 32% ha ridotto quello di carne. Uno dei principali motivi che guida i cambiamenti a tavola è, per il 67% degli intervistati, la maggiore attenzione alla cura della propria salute, a seguire le ragioni legate all’impatto ambientale del cibo per il 19% del campione, poi il desiderio di concedersi più sfizi per il 18%, il risparmio economico per il 16% e infine le ragioni etiche e le allergie o intolleranze rispettivamente per il 12% e l’11%.

Il consumatore oggi è più informato del passato. Sa quali benefici derivano da una dieta variegata ed equilibrata, ricca di verdure, cereali, alimenti integrali, frutta. Benefici non solo per la propria salute, ma anche per quella del Pianeta – dichiara Salvatore Castiglione, Presidente Gruppo Prodotti a base vegetale di Unione Italiana Food – Anche per questi motivi, negli ultimi anni, i prodotti a base vegetale hanno conquistato moltissime famiglie raggiungendo circa 22 milioni di consumatori“.

Un cambiamento di abitudini che viene spinto dalle caratteristiche nutrizionali dei prodotti a base vegetale e dagli aspetti legati alla salute, ma che si concilia con le esigenze del gusto grazie a sapori gradevoli al palato, che convincono i consumatori a introdurli stabilmente nel carrello della loro spesa. Infatti solo 1 italiano su 10 ha dichiarato di non averli graditi, mentre il restante 89% ne apprezza il sapore, riconoscendone la natura vegetale per il 32% e la piacevolezza al palato per il 28%.

Una scelta per sostenere l’ambiente

Un’altra peculiarità dei prodotti a base vegetale nelle scelte d’acquisto, soprattutto tra gli under 35, è il profilo sostenibile di questi alimenti. Il 47% pensa che si tratti di cibi amici dell’ambiente, con una impronta ecologica tra le più basse del mondo alimentare, mentre il 46% del campione li apprezza perché richiedono un minore impiego di risorse naturali come suolo, acqua ed energia rispetto agli altri.

Chi acquista prodotti plant based non segue per forza una dieta vegana o vegetariana, anzi, in larga parte sono persone attente a mantenere un regime alimentare equilibrato e che, per ragioni di salute, ambientali o etiche, scelgono di consumare una maggiore quantità di frutta, verdura e vegetali, riducendo le proteine animali.

Sono i cosiddetti flexitariani, persone che prediligono seguire un modello di alimentazione di tipo vegetariano, senza rinunciare ad alimentarsi sporadicamente di proteine animali. Parliamo di individui ben informati, che conoscono bene il contenuto di questi prodotti e non li acquistano incautamente: oltre 6 su 10 sono informati sul loro apporto nutrizionale e questo perché il 29% dichiara di leggere sempre le etichette fronte pacco, Il 17% si informa approfonditamente al riguardo mentre il 10% ne parla con il proprio medico o nutrizionista.

Una scelta che sbarca anche nei fast food

I prodotti plant based vengono consumati principalmente, per il 58% del campione, a casa, ma il 22% li scelgono sia a casa sia al ristorante. Una richiesta che non ha lasciato indifferente il mondo della ristorazione e dei fast food. Infatti tutti le principali catene di fast food stanno introducendo burger e alimenti a base vegetale. McDonald’s, ad esempio, ha lanciato il 29 settembre sul mercato del Regno Unito il McPlant, primo hamburger completamente vegano della catena, il colosso del pollo fritto KFC ha iniziato da gennaio negli Usa la vendita di nuggets di plant based chicken mentre Burger King dedica al plant based un’intera linea con panini, burger e nuggest a base vegetale.

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Giovanni Binda

Giovanni Binda

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