Sabato 10 settembre è stato presentato a Benevento il progetto “Comunità energetiche rurali: strumenti per promuovere una transizione energetica inclusiva“, promosso dall’Associazione Gramigna, impegnata nella valorizzazione e nel recupero sia ambientale che sociale del territorio in partenariato con due associazioni europee “Asonautas” e “Maltae”. L’obiettivo principale del progetto è quello di sensibilizzare e di fornire gli strumenti necessari alle comunità interne affinché possano diventare attori della transizione ecologica.

Comunità energetiche rurali: una sfida per rilanciare le aree interne

Il progetto rientra nel programma di cooperazione europea di Erasmus+,  l’European Community Action Scheme for the Mobility of University Students (programma per la mobilità studentesca dell’Unione europea). «L’obiettivo di questo progetto di cooperazione europea – spiega Francesca Gerardo, responsabile dell’Associazione Gramigna – è di coinvolgere le persone che vivono nei nostri territori a essere parte attiva nel processo di  transizione energetica inclusiva, sensibilizzando la popolazione sul ruolo essenziale che possono giocare le comunità energetiche rurali in questa transizione: fornendo gli strumenti necessari e le conoscenze base relative alla struttura, il funzionamento e i benefici delle comunità energetiche nelle aree rurali. Oltre ai seminari previsti in presenza con esperti del settore, è prevista una piattaforma di formazione on-line che metterà a disposizione degli utenti le conoscenze legislative e le esperienze dei diversi paesi partecipanti».

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Le comunità energetiche, già presenti in Europa, sono realtà necessarie per andare verso la produzione e il consumo di energia rinnovabile. Una forma di comunità di autoproduzione energetica fondamentale che – secondo Francesca Gerardo – porterà «dei benefici ambientali, nonché economici e sociali non solo nell’aree interne». Anche alla luce di ciò che sta accadendo in questi mesi in Europa è sempre più «impellente la necessità di dover cambiare il modo di produrre e consumare l’energia. Uno degli obiettivi del progetto è quello di ampliare la visione ad altri tipi di utilizzo di energia, come il riscaldamento o l’energia meccanica, ed affrontare problemi e risorse in settori come i servizi igienici e l’approvvigionamento idrico e la povertà energica».

L’esempio virtuoso del comune di Roseto di Valfortone

Roseto Valfortore, un paese di 1.042 abitanti in provincia di Foggia, è un esempio italiano di una comunità energetica indipendente. A partire dal 2018, attraverso uno studio di fattibilità, ha implementato un modello funzionante di Comunità Energetica: era prevista l’installazione di 150 impianti fotovoltaici da 4,5 kWp in media, sulla maggior parte delle residenze del comune, per raggiungere un autoconsumo pari al 35% e solo nel 2021 si prevedeva di raggiungere un livello di autoconsumo pari al 75%. Ma il comune è stato in grado di bruciare le tappe arrivando molto prima del previsto ad un livello alto di produzione e di autoconsumo.

Secondo i dati di Legambiente sono almeno 20 le esperienze di comunità energetiche in Italia e il numero è destinato a crescere. Le piccole realtà rurali del nostro Paese dovranno diventare il centro di un rivoluzione energetica incentrata sui valori della auto-consumo e dell’inclusività: «le nostre zone rurali sono a rischio di spopolamento – spiega la responsabile del progetto – secondo i dati statistici nel 2020 nel Sannio si sono registrati 3.000 abitanti in meno e solo nei primi mesi del 2022 abbiamo perso 563 abitanti, ma nello stesso tempo piccole comunità del nostro territorio con meno di 5.000 abitanti residenti hanno accolto piccoli gruppi di migranti che hanno dato nuova vita a queste aree rurali a rischio di spopolamento».

Ripartire dalle aree interne, rivolgendosi alle piccole comunità rendendole partecipe del rinnovamento delle aree interne per una transizione ecologica inclusiva. Le comunità energetiche rurali rappresentano lo strumento attraverso cui «creare un indotto economico» che permetta non solo di ripopolare l’entroterra italiano, donandogli nuova linfa, ma di costruire comunità resilienti, autonome ed inclusive per i suoi abitanti.

 

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Vittorio Palmieri

Vittorio Palmieri

Napoletano. Emigrato nell'entroterra irpino-sannita, in controtendenza con l'emorragia dei paesi interni verso la vita metropolitana. Ignoto poeta "prestato alla burocrazia". Nell’entroterra segue percorsi sociali con enti del terzo settore. Ha collaborato ad un progetto di agricoltura sociale con le Associazioni Irpine “Ecopotea Aps” e “Al Centro dei Ragazzi Odv”. Nell’ultimo anno fonda Introterra Aps, nata con lo scopo di rivalutare e riscoprire l'entroterra campano, e con la quale rileva un progetto giornalistico editoriale decennale "bMagazine.it" e fonda l'etichetta "Introterra Edizioni"Aspirante giornalista pubblicista, scrivo per Buonenotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista

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