Con l’avvicinarsi delle elezioni europee, in programma l’8 e il 9 giugno, i partiti stanno delineando le priorità che le istituzioni europee dovrebbero seguire nel corso dei prossimi cinque anni. In particolare, emergono l’ambiente e il contrasto ai cambiamenti climatici, due aree su cui la Commissione europea ha investito molto, soprattutto con il lancio del Green Deal nel 2019.

Questo provvedimento mira a trasformare l’Unione Europea in un’area climaticamente neutra entro il 2050 (ossia a raggiungere un’economia a zero emissioni di gas serra), a ridurre le emissioni del 55% entro il 2030 (rispetto ai livelli del 1990) e a piantare 3 miliardi di nuovi alberi entro lo stesso anno.

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La transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili è un passo fondamentale per raggiungere questi traguardi, ma soprattutto per provare ad arginare le conseguenze dei cambiamenti climatici. A tal proposito, alcuni Stati membri dell’UE si sono distinti per aver già raggiunto alcuni degli obiettivi climatici fissati negli scorsi anni.

La situazione europea

L’Unione Europea ha intensificato gli sforzi per ridurre l’utilizzo di combustibili fossili, con una duplice intenzione: diminuire la dipendenza energetica da Paesi terzi e abbattere le emissioni di gas serra, così da rispettare gli impegni presi con l’Accordo di Parigi del 2015 e avvicinarsi all’obiettivo della neutralità climatica.

A tal proposito, tra l’agosto 2022 e il dicembre 2023, l’UE ha ridotto il consumo di gas del 18%, risparmiando oltre 100 miliardi di metri cubi di gas naturale. Ma non solo: i Paesi dell’UE stanno costruendo turbine eoliche e pannelli solari a un ritmo crescente, tanto che nel 2022 la quota di energia generata da fonti rinnovabili era stata del 23%.

L’obiettivo 7 e il contrasto ai cambiamenti climatici

Uno studio pubblicato sulla rivista “Plos One” ha analizzato i progressi degli Stati membri dell’UE verso il raggiungimento del settimo Obiettivo di Sviluppo Sostenibile, che mira a garantire energia “accessibile, affidabile, sostenibile e moderna” entro il 2030, come previsto dall’Agenda 2030, il programma d’azione globale adottato dall’ONU nel 2015.

Negli ultimi dieci anni, gli Stati membri dell’UE hanno compiuto progressi significativi verso il raggiungimento dell’Obiettivo 7, tanto che alcuni Paesi avevano già raggiunto alcuni indicatori nel 2021.

In particolare, i risultati dello studio mostrano che la Svezia è il paese più vicino all’obiettivo complessivo, seguita da Danimarca, Estonia e Austria. Malta ha registrato il maggior miglioramento, con progressi significativi anche da parte di Cipro, Lettonia e Belgio.

Ma sono diversi altri i Paesi che hanno raggiunto degli obiettivi specifici: tra questi ci sono Spagna, Portogallo e Malta per la quantità media di energia consumata per famiglia; Danimarca, Irlanda e Lussemburgo per la produttività energetica; Svezia, Finlandia e Lettonia per la quota di energia da fonti rinnovabili.

La situazione italiana

Lo studio di “Plos One” non riserva particolari dettagli al caso italiano, ma secondo una ricerca dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, il nostro Paese sarebbe riuscito ad ottenere alcuni progressi per gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 7 e 13, relativi appunto al settore dell’energia rinnovabile e della lotta ai cambiamenti climatici.

Infatti, tra il 2010 e il 2020, la quota di energia proveniente da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo è aumentata dal 13% al 20,4%, mentre  l’efficienza energetica è migliorata del 12,3%.

I dati hanno marcato un netto miglioramento per il 2020, coincidente con la pandemia di COVID-19 e la conseguente riduzione dei consumi energetici. Nel 2021, invece, a causa della ripresa economica, le prestazioni sono calate, ma nel 2022 si è osservata un miglioramento dell’efficienza energetica del 6% rispetto all’anno precedente.

A questo proposito, l’energia e il contrasto ai cambiamenti climatici saranno tra i principali temi di discussione al G7 di giugno a presidenza italiana: quella di quest’anno, per l’Italia e i paesi industrializzati, rappresenta davvero un’occasione importante per confrontarsi e impegnarsi a sostenere efficacemente una transizione verso un’economia sostenibile.

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Marzio Fait

Marzio Fait. Mi occupo di comunicazione per il non-profit. Ho partecipato come observer alla COP 27 e alla COP28. Mi occupo di attualità, di diritti umani e di giustizia climatica. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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