I concetti di “turismo” e “rifiuti” sono ultimamente legati nell’immaginario collettivo a causa dall’accumularsi di materiale non correttamente smaltito, generato dai turisti che affollano le vie delle città. Alcune città stanno provando a fare la differenza.
Fenomenologia della crisi
L’overtourism rappresenta la tendenza, da parte dei turisti, a colonizzare una o più mete turistiche. La portata del fenomeno è aumentata esponenzialmente negli ultimi anni, in seguito alla digitalizzazione massiva dell’offerta turistica, che ha facilitato l’acquisto di pacchetti all inclusive, alla disponibilità di immobili, come seconde case, affittate su portali online, ai collegamenti aerei a basso costo. Il sovraffollamento genera anche rifiuti e degrado nelle città: questo si trasforma in frustrazione per i locals (ovvero, i nativi delle città) e danni per l’ambiente.
L’impatto della forzata convivenza tra turismo e rifiuti era stato teorizzato sin dagli anni Ottanta dal ricercatore Jost Krippendorf, docente di economia del turismo all’Università di Berna. Il professore sosteneva che fosse la stessa industria turistica a distruggere la sua materia prima. Aveva teorizzato il concetto di carrying capacity, ossia di capacità del territorio di sostenere la portata dei turisti e dei loro agenti inquinanti (rifiuti).
Turismo e rifiuti, quando l’overtourism mette in difficoltà la vita quotidiana
Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo nel 2030 il traffico turistico mondiale supererà i due miliardi di turisti. L’aumento dei flussi comporta, inevitabilmente, un aumento dell’inquinamento da sovraffollamento turistico. L’elemento che più balza agli occhi è l’aumento di rifiuti, legato all’incompleto smaltimento di ciò che i turisti accantonano agli angoli delle strade o ammucchiano nei cestini.
Demoscopika, il gruppo italiano per la ricerca e le opinioni di mercato, ha lanciato in via sperimentale, una mappatura realizzata per ciascuna provincia italiana, al fine di misurare e valutare l’impatto del turismo sulle città italiane. Alcuni indicatori sono la densità turistica, ovvero il rapporto tra il numero di presenze turistiche, l’estensione territoriale e la quota di rifiuti urbani attribuibili al turismo (QRUT). Alcune amministrazioni comunali hanno deciso di educare i turisti alla gestione dei rifiuti.
Cao Rio, la soluzione veneziana al problema dello smaltimento rifiuti
Venezia è una delle capitali internazionali del turismo, secondo la valutazione di Demoscopika, totalizza i seguenti punteggi:
- l’indicatore di densità turistica è pari a 148,5 (in una scala da 93,8 a 157,8);
- il QRUT è di 135,5, su un massimo di 143,8.
Questo la rende una città altamente turistica, con una serie di rischi attribuibili all’overtourism, come la grande quantità di rifiuti da smaltire.

I ragazzi di Cao Rio e i turisti a bordo dei kayak @CaoRio
La soluzione al problema della convivenza tra turismo e rifiuti è stata fornita dai ragazzi di Cao Rio. Nicolò e Alexandra, hanno pensato già nel 2023, alla creazione di un percorso innovativo basato sull’elemento più importante della città: l’acqua. «Siamo veneziani di adozione e siamo innamorati della città – spiega Alexandra – Venezia è cambiata negli ultimi anni, a causa dei grandi flussi turistici che hanno incrementato l’intolleranza da parte dei veneziani. Abbiamo così pensato di creare dei tour che uniscano i turisti ai locals, pagaiando per ripulire la città dai rifiuti. Il nostro motto è “voga e neta” (voga e pulisci, in veneziano). I kayak sono messi a disposizione da una società di canottieri veneziana e i tour sono un successo: un’importante integrazione fra i cittadini e i visitatori. I turisti imparano a rispettare la Laguna e si rendono conto del danno del turismo massivo, i veneziani si divertono e aiutano i turisti a scoprire la città».
Copenhagen e Copenpay: la risposta danese alla gestione di turismo e rifiuti
Copenhagen capitale danese, ha avviato una interessante sperimentazione grazie all’ufficio del turismo Wonderful Copenhagen. Tra il 15 luglio e l’11 agosto 2024, l’organizzazione turistica ha deciso di ricompensare i turisti che aiutano a mantenere pulita la città, raccogliendo ad esempio rifiuti. L’iniziativa prende il nome di Copenpay ed è il nuovo sistemo di eco-turismo per salvaguardare la città e responsabilizzare i suoi visitatori.
Obiettivo è contribuire a rendere Copenhagen una capitale che opera secondo i dettami della sostenibilità. L’ufficio del turismo della città danese sostiene che più dell’82% dei turisti siano consapevoli del significato di “turismo sostenibile“, ma che non sappiano come operare. Così, per ogni azione eco-compatibile, si ottengono vantaggi, quali ingressi scontati nei musei, esperienze di creazione di opere d’arte, pranzi gratuiti o giri in kayak gratuiti: l’azione ecologica diventa moneta per altre esperienze e il successo potrebbe attirare altre città.

