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Ghiacciai Alpini: un patrimonio da proteggere, un futuro da costruire

Ghiacciai Alpini: uomo mezzo busto di spalle che cammina sui ghiacciai

Dal 1860 lo scioglimento dei ghiacciai alpini non si è mai fermato. Secondo i dati riportati dall’Università degli studi di Milano, in 60 anni, i ghiacciai italiani si sono ridotti del 30% di cui il 13% solo negli ultimi dieci anni. L’innalzamento della temperatura globale, ha già portato all’estinzione di diversi ghiacciai. In base ai dati riportati dall’associazione Legambiente il prossimo ghiacciaio alpino destinato all’estinzione è quello della Marmolada. Dal 1888 è arretrato di 1.200 metri e negli ultimi cinque anni ha perso ben altri 70 ettari.

Vittime del surriscaldamento globale non sono solo le Alpi. Lo scioglimento dei ghiacciai comprende anche la calotta polare della Groenlandia e quella antartica. La preoccupazione degli scienziati, oltre agli impatti ambientali del fenomeno, è la presenza di virus sconosciuti che potrebbero potenzialmente portare a nuove epidemie locali o pandemie. Per difendere i ghiacciai e rallentarne lo scioglimento gli esperti stanno sperimentando l’uso di nuove tecnologie come i teli geotessili, l’iniezione di acqua fredda e neve artificiale o il ripristino dei vecchi ecosistemi.

Ghiacci alpini: la ricerca contro lo scioglimento dei ghiacciai (Credits: NASA/JPL-Caltech)

Il ruolo dell’ingegneria climatica nello scioglimento dei ghiacciai

Da anni l’ingegneria climatica, che si occupa dell’applicazione di tecniche artificiali di intervento umano sull’ambiente fisico, studia nuovi metodi e tecnologie per rallentare e fermare lo scioglimento dei ghiacciai. Nel 2008, in Italia, sono stati stesi i primi teli geotessili sul ghiacciaio del Presena. L’opera ha come scopo quello di riflettere i raggi del sole e al contempo isolare termicamente il permafrost sottostante, diminuendone il progressivo sciogliemento.

Grazie a questo sistema i glaciologi dell’Università di Innsbruck continuano a monitorare una riduzione dello scioglimento dei ghiacciai dialmeno il 60%. Tale ingegneria, seppur funzionale, è onerosa e ad oggi quasi obsoleta. Nonostante sia applicata in diverse alpi turistiche, sopratutto in prossimità di piste sciistiche come quella di Serauda sulla Marmolada, gli ingegneri sono alla costante ricerca di metodi efficaci e sostenibili ma allo stesso tempo meno dispendiosi economicamente.

Ghiacciai alpini: Come l’uso dei teli geotessili previene lo scioglimento dei ghiacciai (Credits: Susanne Jutzeler, Pexels)

Ghiacciaio di Morteratsch: invertire la rotta è possibile

Il ghiacciaio di Morteratsch, in Svizzera, è stato luogo di uno studio condotto dal climatologo Johannes Oerlemans dell’Institute for Marine and Atmospheric Research, detto anche IMAU. Secondo lo scienziato, con uno scenario climatico di aumento della temperatura di 0,0022 °C all’anno e un’area coperta di neve di 0,8 km² tutto l’anno, nelle condizioni attuali, sarebbe possibile persino una crescita in lunghezza del ghiacciaio in 10 anni se il 10% dell’area fosse sempre coperto da neve.

Il progetto innovativo, già brevettato dell’azienda svizzera Bachler Top Track AG, porta il nome di NESSy ZeroE. Questo sistema consente la produzione di neve artificiale senza elettricità sfruttando l’acqua prodotta direttamente dal ghiacciaio. Con l’uso di una sofisticata pompa a getto, l’acqua riciclata verrebbe restituita ai ghiacciai alpini sotto forma di neve, un processo interamente sostenibile.

Ridurre lo scioglimento dei ghiacciai tornando indietro di milioni di anni

L’ecologo russo Sergej Zimov sostiene che la temperatura del permafrost sia già più alta di ben 5° rispetto alla media annuale dell’aria. Il fenomeno sarebbe dovuto dalle abbondanti nevicate che, coprendo il terreno, non permettono un congelamento profondo. La soluzione elaborata dallo scienziato è quella del pascolo degli animali sui terreni innevati.

Gli animali, calpestando la neve durante il pascolo, privano quest’ultima delle sue proprietà termo isolanti permettendo una riduzione di ben 4°C della temperatura del permafrost. Lo studio prende ispirazione da quanto accadeva nell’epoca del Pleistocene e, nonostante non sia ancora possibile tornare indietro nel tempo, Zimov è riuscito a ricreare una fauna pleistocenica all’interno del suo Pleistocene Park in Jakuzia, a 150 km a sud della costa del Mar Glaciale Artico.

Ghiacciai alpini: come gli animali possono ridurre la temperatura del permafrost (Credits: Sole D’Alessandro, Pexels)

I ghiacciai alpini, il permafrost e le calotte polari sono essenziali per l’equilibrio climatico della Terra. Sono fonti idriche di molti fiumi e corsi d’acqua e alimentano i delicati ecosistemi acquatici e terrestri. Preservare i nostri ghiacciai è importante perché sono indicatori sensibili dei cambiamenti climatici e il loro scioglimento è un evidente richiesta d’aiuto.

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