“Promozione Umana”, fondata nel 1979 da don Gioacchino Pezzoli, noto come don Chino, nell’hinterland milanese, rappresenta un faro di speranza per chi combatte contro le dipendenze. Questa fondazione, attiva da oltre tre decenni, non è solo un’organizzazione che assiste chi è caduto nel tunnel della tossicodipendenza, ma un vero e proprio spazio dedicato alla rinascita e al riscatto personale, offrendo un supporto fondamentale per il recupero dell’autostima e della dignità individuale.
La fondazione opera attraverso una rete di 12 comunità e 8 centri di ascolto dislocati in tutta Italia, assistendo più di 400 persone. Il suo approccio si basa sui principi di comprensione, accoglienza e lavoro, fornendo aiuto a chi vive momenti di fragilità e difficoltà.
Ciò che avviene durante il percorso di recupero richiama l’arte giapponese del Kintsugi, dove i vasi rotti, una volta riparati e impreziositi con l’oro, diventano ancora più preziosi. Questa metafora riflette la filosofia della fondazione: attraverso la riparazione delle proprie “crepe”, le persone possono ritrovare il loro valore e risplendere nuovamente.
Un esempio concreto di questa trasformazione è la storia di Antonello, che da giovane viveva una vita apparentemente senza mancanze, fino a quando non è caduto nella dipendenza. La comunità di Promozione Umana gli ha permesso di riscoprirsi, affrontare i propri difetti e valorizzare le proprie qualità. Oggi, Antonello non solo ha ritrovato se stesso ma si dedica anche a sostenere altri ragazzi nel loro cammino di guarigione, coordinando due strutture della fondazione.
La testimonianza di chi ha superato la tossicodipendenza diventa così un esempio e un sostegno per chi sta affrontando lo stesso percorso, creando un circolo virtuoso di aiuto e speranza. Gli strumenti per raggiungere questo obiettivo sono vari: li abbiamo raccontati sul sito UnitiNelDono insieme alla storia di Antonello.

