Scrivere i ricordi di famiglia è la più preziosa eredità. Questo deve aver pensato Elena Bagnasco quando ha scritto il libro su suo nonno “Giorgio Parodi: le ali dell’aquila. Genovese, aviatore e imprenditore”. Giorgio Parodi è il co-fondatore della gloriosa fabbrica Moto Guzzi, la Casa motociclistica con l’aquila d’oro come marchio. Il racconto sulle moto di Giorgio Parodi mostra quanto l’eredità dei ricordi concorre a scrivere la Storia.

Elena Bagnasco: l’eredità dei ricordi

Nessun libro di storia potrà raccontare così bene di noi e del nostro passato come le foto in bianco e nero o i documenti di famiglia scritti a mano. Ancor più quando foto, lettere e documenti testimoniano un pezzo di storia del motorismo italiano. Lo sa bene Elena Bagnasco, nipote di Giorgio Parodi e Presidente dell’Associazione a lui titolata, che racconta la storia della Moto Guzzi nel libro dedicato a suo nonno e pubblicato nel 2021 in occasione dei cento anni della gloriosa casa motociclistica. Questa storia inizia durante la prima guerra mondiale e attraversa i secoli sulle ali del re dei rapaci. “L’aquila ad ali spiegate è il simbolo universale di tutti i piloti civili e militari” spiega Elena Bagnasco, ed è il simbolo della Moto Guzzi.

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Il legame tra la Moto Guzzi e l’aeronautica è indissolubile. L’aquila della moto Guzzi deriva dal sogno di tre piloti dell’aviazione e dal loro ingegno: Giorgio Parodi, Stefano Baglietto e Giovanni Ravelli. Loro diedero il via alla più grande avventura motociclistica internazionale. Purtroppo Baglietto e Ravelli morirono nel 1919 in due incidenti di volo. L’aquila dorata, quella dell’aeronautica militare, marchiata su tutte le motociclette della Guzzi, fu voluta da mio nonno per ricordare proprio i suoi due amici con cui aveva condiviso il sogno di costruire una motocicletta.”

Le moto di Giorgio Parodi: quando l'eredità dei ricordi scrive la storia

1500 lire per un sogno

Il progetto di costruire motociclette nasce durante la prima guerra mondiale con Giorgio Parodi finanziatore, Carlo Guzzi, suo motorista nella Regia Aviazione di Marina, ideatore e costruttore dei modelli, Giovanni Ravelli  pilota, essendo noto nel mondo corse già nell’anteguerra.

Giorgio racconta il suo progetto al padre, l’armatore genovese Emanuele Vittorio, produttore nel settore ittico. “Non dire di avere averi tuoi, ma ricorri a me, in modo che io possa prendere in mano la situazione” fu la risposta per iscritto. Sarà Parodi senior a versare di tasca propria 1500/2000 lire così da contenere eventuali rischi finanziari.

Il primo prototipo nel 1919, collaudato da Ravelli, si chiama G.P. 500, acronimo di Guzzi-Parodi, che però si confonde con le iniziali di Giorgio Parodi. Racconta Elena Bagnasco “mio nonno si faceva chiamare ‘lattuga’ per sottolineare il suo carattere poco incline a mettersi in mostra“. Per questo è un gesto naturale per Giorgio Parodi elidere il proprio cognome dal marchio. Per lui è più importante omaggiare Guzzi, realizzatore della moto insieme al fratello ingegnere. Da qui Moto Guzzi.

Il sogno di costruire una motocicletta veloce e renderlo un mezzo comune” divenne realtà nel 1921 con la fondazione ufficiale della “Società anonima Moto Guzzi”, avente per oggetto “La fabbricazione e la vendita di motociclette e ogni altra attività attinente o collegata all’industria metalmeccanica”. Soci dell’impresa sono Giorgio Parodi, suo padre Emanuele Vittorio Parodi, il cugino Angelo, Gaetano Belviglieri (da sempre uomo di fiducia della famiglia Parodi) e Carlo Guzzi. Emanuele Vittorio sarà il primo a testare la G.P. 500, con Giorgio sul portapacchi. Esprimerà la sua gioiosa diffidenza con l’ormai iconica frase:

Voi siete dei pazzi se pensate che il mondo andrà in giro con questo rumore sotto il sedere, però devo ammettere che con le mie 1500 lire avete realizzato un prodigio della tecnica

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Elena Cais di Pierlas Parodi 

Il filo rosa delle moto di Giorgio Parodi

Elena Bagnasco nel libro “Giorgio Parodi: le ali dell’aquila” non parla solo di motociclette, ma tesse le maglie della famiglia Parodi attraverso la memoria. Una vera e propria saga storiografica, sapientemente ricostruita. C’è poi un inedito filo rosa colto dalla piccola Elena nei racconti di famiglia e nelle lettere private ingiallite dal tempo. Seguendo i ricordi e studiando i documenti, Bagnasco scopre che la bisnonna Maria, la mamma di Giorgio, riceve un attestato di merito per la raccolta di oro per la Patria durante la prima guerra mondiale. L’attestato di merito della Banca d’Italia non verrà mai ritirato. “Sono contenta – scrive in una lettera- di aver fatto una buona azione, caro Giorgio, e non voglio altro riconoscimento“.

Elena Bagnasco porta il nome della nonna: Elena Cais dei Conti di Pierlas. Sarà lei a ispirare la serie della Moto Guzzi dedicata all’ornitologia. Airone, Falcone, Galletto, Lodola sono solo alcuni nomi di famose motociclette. Erroneamente molti pensano che sia un naturale prosieguo all’aquila incisa sui serbatoi, ma non è così. Dietro c’è la storia di un grande amore e del consiglio di una moglie arguta al marito. “Cosa non fa l’amore vero?” esclama sorridendo la nipote Elena.

Le moto di Giorgio Parodi

Testamento spirituale di Giorgio Parodi

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Anna Restivo

Editor e creator freelance nel motorismo sportivo e storico.  Ho collaborazioni in F1 dal 2014, passando anche dalla Motogp, e dal 2019 in manifestazioni di auto e moto d'epoca. Mi piace raccontare il motorismo e le sue connessioni con società, arte, ambiente, creando format e progetti. Attualmente collaboro con BuoneNotizie.it, grazie al quale ho avuto l'opportunità di conoscere il giornalismo costruttivo.

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