Ogni due anni la Croce Rossa Internazionale, con sede a Ginevra, conferisce la prestigiosa medaglia “Florence Nightingale“. Il riconoscimento è per chi, con eccezionale coraggio, si è prodigato per i feriti di guerra e di disastri naturali. Quest’anno la medaglia, che rappresenta la massima onorificenza della CRI, è stata conferita all’italiana Franca Caporali, tramite il Ministro della salute Rosario Valastro. Per 60 anni, con grande spirito di sacrificio, la crocerossina Caporali è stata presente negli scenari più difficili di guerra e di povertà.

La medaglia Florence Nightingale: come è nata la Croce Rossa

Figlia di un medico inglese, Florence Nightingale fu istruita dal padre nell’assistenza sanitaria. Nel 1854, mossa da un profondo spirito cristiano, decise di portare assistenza ai soldati inglesi feriti nella guerra di Crimea. La seguirono 38 amiche, da lei stessa formate. Arrivate nell’ospedale militare le volontarie trovarono i feriti in pessime condizioni sanitarie, “ammucchiati” in tendoni militari privi di luce, aria e igiene. Aiutate da lanterne (the lady with the lamp) le sorelle – così si chiamavano tra di loro – cominciarono ad applicare metodi sanitari-scientifici arrecando conforto ai soldati in fin di vita. Con quest’iniziativa pionieristica, Florence pose le basi per la costituzione della professione di infermiere e per la diffusione del volontariato infermieristico.

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Pochi anni dopo, nel 1859 a Solferino, Lombardia, durante la Seconda Guerra d’Indipendenza, ci furono molti feriti: soldati piemontesi, francesi e austriaci. Le donne di Castiglione delle Stiviere (Mantova) soccorsero i feriti della battaglia dentro la chiesa locale, senza distinzione di nazionalità. Con la stessa benevolenza, a dispetto delle origini diverse, ripetevano con compassione “Tutti fratelli”.

Nel campo di battaglia si trovava Henry Dunant, svizzero, il quale dopo aver visto come le donne compassionevoli curavano i soldati feriti, per loro “tutti egualmente stranieri”, tornato in Svizzera creò l’Associazione. Prese a simbolo la croce della bandiera del suo Paese, colorandola di rosso. Molti Stati chiesero di unirsi alla Convenzione di Ginevra e nel 1876 anche la Turchia volle far parte dell’organizzazione umanitaria internazionale chiedendo però di utilizzare, al posto del simbolo della croce, una mezzaluna rossa.

Franca Caporali: un esempio di altruismo e dedizione

Oggi ha 87 anni, di cui 60 vissuti fuori dall’Italia in missioni: Mozambico, Somalia, Congo, Kosovo, Bosnia, Iraq, Romania e Albania dove, nel 1997, è stata rapita con 4 medici a scopo di riscatto. Una donna eccezionale per la sua umanità, coraggio e per la devozione con cui si è dedicata ai feriti alleviando le loro sofferenze. «Gli altri siamo noi” – dichiara Franca Caporali il giorno della consegna della medagliaAma, conforta, consola, salva. Questo impegno è nato da bambina quando, terminata la scuola, passavo le vacanze aiutando gli altri. Uno dei ricordi più belli è stato quando in un orfanotrofio in Romania, ai tempi della caduta della dittatura di Ceausescu, trovai una bambina che stava sempre seduta per terra, non camminava. Nessuno riusciva a farla alzare. Con amore tutti i giorni mi avvicinavo a lei per aiutarla, fino a quando riuscì a camminare». Franca Caporali si è distinta anche nell’educazione sanitaria e formazione al primo soccorso, tenendo 400 corsi e formando 8mila persone.

La cerimonia di conferimenti della medaglia a Franca Caporali

Cerimonia conferimento medaglia: Presidente CRI Rosario Valastro, Franca Caporali, Ministro della Salute Orazio Schillaci, Marco Ottaviani Ufficio Stampa. Foto di Lucia Massi

La Croce Rossa Italiana, oggi Ente del Terzo settore, da 160 anni svolge assistenza sanitaria e sociale con 150mila volontari. Ha un importante ruolo di supporto al sistema sanitario pubblico con attività solidaristiche quali gli interventi nelle calamità naturali: dal terremoto in Abruzzo, all’alluvione in Emilia Romagna. Attualmente l’Associazione, al fine di promuovere la diffusione di norme igieniche e prevenzione sanitaria, si è avvalsa della tele-medicina.

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Lucia Massi

Avvocata, assistente universitaria in U.S.A., interprete del tribunale di Roma e promotrice di cultura italiana presso la F.A.O. Le lauree conseguite in Italia e all’estero, incluso un Ph.D. presso la Columbia University di New York, attengono alle discipline giuridiche e letterarie. Laureata in giornalismo, collabora con BuoneNotizie.it.

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