Torino è una delle città più inclusive d’Italia, attenta al tema della disabilità e della beneficenza. Ti presentiamo due progetti sociali unici che ti faranno innamorare di Torino: il laboratorio di cucito Diapsi (Difesa Ammalati Psichici) che aiuta persone con disturbi mentali a migliorare la loro condizione e “Abito” il negozio che dona dignità a chi non ha nulla. Per BuoneNotizie.it abbiamo intervistato i protagonisti di questi angoli di umanità.

Il progetto Diapsi e il laboratorio di cucito di Torino

Il progetto Diapsi di Torino è dedicato alle famiglie di persone che soffrono di malattie mentali. All’interno di questo macro-cosmo, si svolgono diversi laboratori ed attività rivolte anche a persone affette da patologie mentali, per favorirne l’inclusività. Fra queste il laboratorio di cucito, che rende i partecipanti protagonisti di numerosi eventi, anche all’esterno dell’associazione. Da anni il gruppo si riunisce ogni settimana per realizzare capi che sfilano al Fol Fest di Collegno, uno dei festival nazionali più importanti, dedicati proprio alla salute mentale. L’anno è quindi incentrato sulla creazione di vestiti e le persone che partecipano al progetto si trasformano in sarti e modelli.

Per BuoneNotizie.it abbiamo intervistato Veronica Castrovinci, responsabile del laboratorio. «Il nostro progetto si sviluppa all’interno del progetto Diapsi, nella città di Torino – racconta Veronica – con ago e filo i partecipanti del nostro laboratorio di sartoria cuciono abiti, ma anche il loro “io” più profondo. Con la presenza di psicologi e volontari, il nostro intento è quello di stare insieme, abbattere le diversità e portare avanti un obiettivo comune: quello di partecipare alla sfilata nazionale del Fol Fest di Collegno, con serenità e passione. Questo processo non solo promuove la sostenibilità ambientale, ma offre ai partecipanti la possibilità di acquisire nuove competenze sartoriali, affrontare la paura del giudizio e sentirsi parte di un gruppo».

Le protagoniste della Sartoria sociale Diapsi di Torino

Le protagoniste della Sartoria sociale Diapsi di Torino

“Abito”: il negozio speciale a Torino

“Abito” è un progetto presente a Torino da oltre 30 anni: non è solo un negozio, ma uno spazio in cui nessuno si sente escluso. Giulia, una delle volontarie di “Abito”, ci racconta il valore di questo progetto. «Sono tante le storie e le persone che passano da “Abito” a Torino – racconta Giulia – il nostro negozio sembra davvero uno store ma, quando si arriva alla cassa, non si deve pagare: questo dona dignità alle persone che vi entrano. Gli abiti, che vengono donati dalle persone comuni o dalle associazioni, sono a disposizione di tutte le persone in difficoltà. Nessuno si sente escluso perché ascoltiamo le voci di tutti coloro che entrano qui: da padri di famiglia che hanno perso il lavoro e vogliono regalare un vestito ai loro a bambini, a persone senza fissa dimora che non hanno denaro per comprare un vestito». 

A pochi giorni dal Natale, il negozio si riempie di libri o giocattoli per i bambini, per dare anche ai più piccoli la serenità e l’occasione di un regalo da scartare sotto l’albero.

La sostenibilità e l’inclusione passa dai vestiti

In questi due esempi legati alla sostenibilità e all’inclusione della città di Torino, sono i vestiti ad essere protagonisti. «Gli abiti hanno un valore profondo – continua Giulia – quando le persone entrano da noi, spesso hanno abiti logori e maleodoranti: a volte non osano entrare perché si sentono privi di dignità. Indossare un abito nuovo è un modo per cambiare qualcosa della propria vita e avere una nuova identità. Con il nostro progetto aiutiamo, attraverso i vestiti e l’accoglienza, chi è costretto a sentirsi ai margini, rispettando l’ambiente grazie al riuso».

Per le persone che collaborano con il laboratorio di cucito realizzare e indossare un abito è un modo per ritrovare calma e benessere mentale. «I nostri protagonisti trovano un luogo in cui parlare e essere protetti – conclude Veronica Realizzare un abito, modificarlo e vederlo indossato, dona alle persone che partecipano ai nostri progetti di sartoria, il benessere psico-fisico che spesso hanno perduto. Vi aspettiamo a Torino per vedere e provare le nostre creazioni».

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Edoardo Casolo

Edoardo Casolo

Sono appassionato di geopolitica, cinema e cultura, di viaggi e di industria video-ludica. Vicentino ma vivo a Venezia, città che ho amato dal primo momento in cui l'ho vista. Con il laboratorio di giornalismo realizzerò il mio sogno di diventare pubblicista.

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