Maria Vittoria Belleri, per gli amici “Mavi”, ha 10 anni ed è affetta da atrofia muscolare spinale (SMA), una rara malattia genetica. Nonostante ciò, ha iniziato molto presto a coltivare il sogno della professione giornalistica. Da quest’anno, finalmente, Mavi può affermare di essere una delle più giovani giornaliste d’Italia: lo ha deciso il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, che ha voluto conferirle uno speciale tesserino ad honorem. Il suo merito è quello d’esser stata protagonista di un cortometraggio, realizzato per la Fondazione Telethon, nel quale ha incontrato e intervistato il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella. Un traguardo importante, che lei ha raggiunto grazie alla fiducia nelle proprie capacità e nel giornalismo di valore. In tale occasione, l’Ordine dei Giornalisti ha anche ribadito la necessità di un uso corretto delle parole, da parte dei mezzi d’informazione, per raccontare la disabilità.

Sognare “una giornata pazzesca”, nonostante tutti gli ostacoli

La SMA è una malattia neuromuscolare che comporta la progressiva morte dei motoneuroni, ossia le cellule del midollo spinale che impartiscono il comando del movimento ai muscoli. Lo sa bene Mavi, una bambina di 10 anni che ogni giorno, a causa di tale patologia, deve affrontare pesanti limitazioni motorie. Tuttavia, Mavi ha sempre avuto negli occhi uno sguardo particolare: lo sguardo di chi sogna. E il suo sogno è quello di diventare una giornalista, a dispetto di tutti gli ostacoli fisici che può incontrare. Questa sua caratteristica non è passata inosservata fra gli stessi responsabili della Fondazione Telethon, che finora si è adoperata per finanziare 37 progetti di ricerca riguardanti la SMA.

È proprio per volere della fondazione, infatti, che nel 2024 è nato il cortometraggio Una giornata pazzesca, in cui la giovane Mavi ha il ruolo della protagonista. Realizzato con la regia di Francesca Archibugi, e prodotto da Fandango insieme a Rai Cinema, esso ha visto la partecipazione straordinaria del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, che si è lasciato intervistare dalla piccola aspirante reporter. Per il Capo dello Stato si è trattato, in assoluto, della prima partecipazione a un cortometraggio, nel quale ha interpretato il “ruolo” di se stesso.

L’Ordine dei Giornalisti e il suo speciale premio per Mavi

Per diventare giornalista, in Italia, di solito bisogna seguire la strada dell’iscrizione all’albo dell’Ordine dei Giornalisti, suddiviso in due elenchi principali: per i professionisti e per i pubblicisti. Tuttavia, alla luce del percorso singolare che ha portato Mavi, a soli 10 anni, a sperimentare in prima persona le emozioni di questo mestiere, di recente il Consiglio nazionale dell’Ordine ha deciso di conferirle il tesserino ad honorem.

Si tratta di un documento, dal valore simbolico, che l’Ordine dei Giornalisti rilascia ad alcune persone in segno di apprezzamento per la loro attività. Nel 2022, ad esempio, anche Julian Assange fu nominato membro onorario dell’Ordine dei Giornalisti italiani. Nel caso della giovane Mavi, come ha spiegato Carlo Bartoli, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine, si è trattato di «Un modo per incoraggiarla ad andare avanti sulla strada che ha scelto di percorrere con tanto impegno».

Raccontare in termini corretti la SMA e le altre malattie

Attraverso il riconoscimento dato alla piccola reporter Mavi, l’Ordine dei Giornalisti ha voluto anche ribadire la necessità di utilizzare, sui giornali e in televisione, le parole appropriate per parlare delle disabilità. Del resto, già nel 2024, l’Ordine ha pubblicato la guida Comunicare la disabilità, dedicata all’uso corretto del linguaggio da parte dei media.

Di tale questione, inoltre, si parla espressamente nell’articolo 11 del nuovo Codice Deontologico delle giornaliste e dei giornalisti, che entrerà in vigore il 1° giugno 2025. Il documento, negli auspici di chi lo ha redatto, ha l’obiettivo di promuovere un giornalismo di qualità, che metta al primo posto le persone e il rispetto per le loro storie.

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Edoardo Monti

Ho lavorato per anni come freelance nell'editoria, collaborando con case editrici come Armando Editore e Astrolabio-Ubaldini. Nel 2017 ho iniziato a scrivere recensioni per Leggere:tutti, mensile del Libro e della Lettura, e dal 2020 sono tra i soci dell'omonima cooperativa divenuta proprietaria della rivista.

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